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Caratteristiche e classificazione dei venti



I venti si formano principalmente a causa dello spostamento dell’aria dalle zone di alta pressione verso quelle di bassa pressione. I venti sono molto forti se la differenza di pressione tra le due aree è elevata e sono deboli se la differenza è piccola.

A seconda della direzione in cui spirano, i venti si distinguono in costanti, periodici, variabili.
Sono costanti quando spirano sempre nella stessa direzione, come gli alisei, che soffiano dai tropici (zone di alta pressione) all’Equatore (area di bassa pressione).

Sono periodici i venti che spirano alternativamente in due sensi opposti, come i monsoni, tipici dell’area indiana e del sud-est asiatico, che in primavera-estate soffiano dal mare alla terraferma portando pioggia e in autunno- inverno dalla terra al mare portando siccità. Sono periodiche anche le brezze delle zone costiere che di giorno spirano dal mare verso la terraferma e di notte dalla terraferma al mare.
I venti variabili sono invece caratteristici di una certa regione. Nel Mediterraneo, ad esempio, fin dal Medioevo i navigatori hanno individuato otto venti provenienti da al-trettante direzioni e li hanno indicati nella rosa dei venti:
• la tramontana, vento freddo proveniente da nord;
• la bora o grecale, vento proveniente da nord-est, soffia nel Mar Adriatico specialmente in inverno (è famosa la bora di Trieste);
• il levante, vento generalmente debole che spira da est verso ovest;
• lo scirocco, vento caldo che proviene dal Sahara;
• l’ostro, vento caldo e umido che spira da sud;
• il libeccio o africo spira da sud-ovest e proviene dalle coste della Libia;
• il ponente o zefiro spira da ovest ed è un vento fresco che può portare maltempo;
• il maestrale, vento forte e freddo proveniente da nord-ovest; soffia soprattutto in Sardegna.