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Risorse ed economia-Bulgaria

Il tenore di vita della popolazione è uno dei più bassi d'Europa: oltre il 12% dei bulgari vive sotto la soglia della povertà. La disoccupazione è notevole e i salari sono bassi. Considerata la "fattoria del socialismo", per molti anni la Bulgaria ha rifornito l'Unione Sovietica di prodotti agricoli. Negli anni Settanta il Paese è stato uno dei primi dell'area sovietica ad avviare l'esperienza della aziende agroalimentari, che lavorano i prodotti agricoli sul luogo di produzione. Dai primi anni Novanta del secolo scorso il Paese ha avviato una politica di privatizzazioni, che procede con una certa lentezza. Il Paese ha posto la propria candidatura per l'ingresso nell'Unione Europea.
Le principali produzioni sono quelle cerealicole, praticate nella pianura danubiana e in quella tracica. Le coltivazioni di girasole e tabacco sono destinate all'esportazione, mentre sono tipiche quelle delle rose e delle fragole, praticate nella valle della Marica. L'allevamento è fiorente nel settore ovino.

La Bulgaria non possiede rilevanti risorse minerarie ed energetiche. Si estraggono ferro,carbone e limitate quantità di petrolio e gas naturale. L'industria siderurgica , che sfrutta le locali miniere di ferro, si è sviluppata a Pernik, vicino Sofia. Nel porto di Varna ci sono cantieri navali. Le industrie petrolchimiche si concentrano a Burgas, sul Mar Nero. Il settore industriale più sviluppato è quello che trasforma i prodotti agricoli: tabacchifici, distillerie, zuccherifici e birrifici. Le comunicazioni interne si svolgono in prevalenza con direzione ovest-est, a causa della configurazione del territorio che presenta valli e catene di monti parallele.
La rete ferroviaria che collega Sofia con l'area di Danubio e con la valle della Marica è efficiente. Lungo la stessa valle corre l'autostrada principale, che collega Belgrado a Instambul. Il Danubio costituisce un'importante via di comunicazione; particolarmente attivo è il porto fluviale di Ruse. Gli scambi commerciali, dopo il crollo del regime comunista, si sono aperti a molti Paesi occidentali; intensi sono gli scambi con Germania, Italia e Grecia. Il settore terziario è ancora molto debole. Il turismo è in crescita, in particolare quello balneare lungo le coste del Mar Nero.

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