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Basilicata: il territorio, i monti, le pianure


Compresa tra la Campania, la Puglia e la Calabria, la Basilicata si affaccia al mare per brevi tratti: al Golfo di Taranto, nello Ionio, e al Golfo di Policastro, nel Trirreno. Il suo territorio è prevalentemente coperto di montagne e le sue coste sono importuose: quelle ioniche basse e acquitrinose e perciò malariche, quelle tirreniche alte e rocciose, senza scali. La Basilicata è per la maggior parte della sua estensione coperta dall’aspro e selvaggio Appennino Lucano. Le cime più elevate sono: a Sud il Monte Pollino, al confine con la Calabria, a Ovest il Monte Volturino e a Nord il Monte Vùlture, un vylcano spento. Un tratto del versante occidentale dell’Appennino Lucano forma il cosiddetto “balcone lucano”, che si affaccia al Tirreno. Verso Est l’Appennino si rompe in contrafforti intricati, digradanti in una vasta distesa di colline aride e franose. La parte sud-orientale della Basilicata comprende la malarica Piana di Metaponto, per secoli abbandonata e oggi in gran parte richiamata alla vita mercé l’opera delle bonifiche. I corsi d’acqua della regione (il Bradano, il Basento, l’Agri e il Sinni) scorrono paralleli verso lo Ionio. Sono torrenti più che fiumi e alternano a lunghi periodi di magra o di siccità piene improvvise e rovinose. Nei crateri del Vùlture si distendono i piccoli laghi di Monticchio, detti “i gemelli del Vùlture”. Il clima è caratterizzato dalla irregolarità delle piogge e dai prolungati periodi di siccità. Gli inverni sono assai freddi e le estati calde, tranne nelle zone più elevate. Monti dell’Appennino Lucano, nella zona più occidentale della regione. A destra si scorge Lagonegro, e a sinistra il colossale ponte a nove arcate, sul quale passa la ferrovia calabro-lucana.
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