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Le terre comprese nel paesaggio polare sono coperte dall'inlandis, un unico sconfinato mantello di ghiaccio che si può estendere anche per 13 milioni di kmq nel continente Antartico e per quasi 2 milioni di kmq nella Groenlandia. Questa vastissima variabile supericie bianca esercita una funzione fondamentale sulla circolazlone globale atmosferica e oceanica, in quanto riduce in misura significativa la quantità di radiazione solare assorbita dalla superficie terrestre (è il fenomeno dell'albebo, per il quale gran parte della radiazione viene riflessa) e limita la quantità di calore trasferita dall'oceano all'atmosfera. L'inlandis, in prossimità delle coste, a causa dell'erosione del mare si frantuma in blocchi grossi, detti iceberg, montagne di ghiaccio dalla forma di parallelepipedo.
Questi enormi massi, che emergono dalla superficie del mare solo per 1/7 del proprio spessore, spinti dalle onde o dalle correnti galleggiano alla deriva e costituiscono un pericolo per la navigazione. Quelli più grandi si staccano dalla Groenlandia e potrebbero rappresentare una potenziale riserva di acqua per molte regioni costiere aride. Quando il ghiaccio si forma anche sulla superficie del mare si ha la banchisa, una calotta di ghiaccio galleggiante, spessa anche due metri. Solo d'estate, con il tiepido calore del sole, la banchisa si spezza in numerosi lastroni e forma il pack, che può andare alla deriva frantumandosi, sospinto dal vento e dalle correnti. Il pack è più pericoloso degli iceberg perchè i diversi frammenti si possono saldare tra loro imprigionando le navi. I frammenti uniti del pack formano l'icefield, un campo di ghiaccio galleggiante di parecchie miglialia di kmq.

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