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Attività economiche in Europa



L’agricoltura rappresenta un settore trainante nell’economia di molte regioni dell’area continentale. Le coltivazioni principali sono costituite dai cereali, in particolare dal mais nelle zone più umide, e dal frumento, diffuso anche nelle zone più asciutte perché resistente alle scarse precipitazioni.
Grande importanza hanno assunto pure le coltivazioni di piante industriali come la barbabietola da zucchero, il girasole e il luppolo (per produrre la birra). Considerevoli differenze sussistono fra le regioni occidentali e quelle orientali: l’agricoltura nelle zone occidentali è altamente meccanizzata, produttiva e redditizia, mentre nelle zone orientali è condotta con sistemi più arretrati, è meno meccanizzata e occupa un maggior numero di addetti.
L’allevamento è largamente diffuso: nell’area occidentale, dove il clima più umido favorisce la crescita del manto erboso, prevale l’allevamento di bovini; nei territori della steppa arida, storicamente regno dei popoli nomadi, prevale, invece, quello degli ovini e degli equini.

Una caratteristica dell’Europa continentale è l’alto grado di concentrazione dell’industria, specie in quello che è considerato il «cuore produttivo» del continente, cioè la zona del centro-nord (comprendente il bacino del Reno, la Ruhr, la Baviera, la Sassonia).
Insediamenti industriali consistenti si trovano anche in Slesia (Polonia), nella zona di Mosca (Russia) e nell’Ucraina meridionale.
Il settore terziario si è sviluppato in modo non uniforme nei territori della regione continentale. Nell’Europa occidentale, dopo la fine della seconda guerra mondiale, si è verificata una forte e continua crescita del settore, tanto che oggi vi è occupata la maggior parte della popolazione; mentre nell’Europa orientale si è sviluppato dapprima nei servizi pubblici (sanità, istruzione, gestione dello Stato) e solo dagli anni Novanta del secolo scorso, dopo la caduta dei regimi comunisti, anche nei servizi curati dai privati.