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Economia austriaca


Agricoltura: Il settore primario occupa il 9% circa della popolazione attiva. A causa della conformazione del paese e delle condizioni climatiche, la superficie coltivabile risulta limitata: soltanto il 18% del territorio nazionale. L’area che meglio si presta alla coltura del frumento è la regione danubiana; nelle zone montane prevalgono, invece, segale, avena e orzo. Fra le coltivazioni industriali spicca quella della barbabietola da zucchero. Assai diffusa è la patata; notevoli anche le colture dei semi oleosi, della frutta e della vite. Ricco è vario è il patrimonio forestale da cui proviene una notevole quantità di legname utilizzato dall’industria della carta e della cellulosa.
Allevamento: L’abbondanza e la qualità del pascolo, che interessa il 24% della superficie del paese, hanno favorito l’incremento dell’allevamento bovino, praticato, in parte, con il sistema dell’alpeggio. In pianura è assai sviluppata la zootecnia suina. Le fonti energetiche sono prevalentemente costituite da energia idroelettrica, che non riesce tuttavia a soddisfare il fabbisogno della Nazione.
Sottosuolo ed energia: Nel sottosuolo si trovano ricchi giacimenti di ferro, lignite, antimonio, Sali potassici e magnesite.
Industria e artigianato: Il settore secondario costituisce la risorsa economica più importante per l’economia austriaca. Il tessuto industriale è abbastanza vario e ha sviluppato, negli ultimi decenni, soprattutto le piccole imprese. Nella zona di Linz e di Leoben-Donawitz opera l’industria pesante che produce acciaio, ghisa, leghe di ferro e alluminio. Ancora a Linz, a Graz e a Vienna sono insediati stabilimenti meccanici. Altre industrie presenti nel Paese sono quelle chimiche, tessili, e alimentari. Grazie alle sovvenzioni statali il mondo artigianato è ancora fiorente: continua infatti a produrre raffinate porcellane, ceramiche e cristallerie, ma lavora anche il ferro, il cuoio e confeziona pizzi e merletti.
Terziario: Il movimento turistico è considerevole verso le città d’arte come Vienna e Salisburgo, e le stazioni sciistiche montane, attrezzate e pittoresche. I rapporti commerciali sono vivaci soprattutto con la Germania, che assorbe il 40% circa delle esportazioni, con l’Italia, la Svizzera, il Regno Unito, la ex-Iugoslavia e la Francia.
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