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L'Amazzonia


1.L'Amazzonia è il polmone del mondo.
Infatti è l'ecosistema più grande del pianeta.
L'Amazzonia è formata dal Rio delle Amazzoni che riceve le acque dai 1300 affluenti circa sia da Nord che da Sud.
Infatti in Amazzonia si concentra 1/5 di acqua dolce del pianeta Terra.
In Amazzonia esiste il più alto tasso di biodiversità,vi si concentra la metà di tutte le specie terrestre:
5000 specie di alberi;
300 specie di mammiferi;
1300 specie di uccelli (tra cui i pappagalli);
1 milione di specie di insetti.
L'Amazzonia Brasiliana occupa il 60% dell'Amazzonia totale e vi sono 33 milioni di abitanti.

2.Il suolo dell'Amazzonia è molto povero:argilloso e arinoso,non è adatto per colture agricole.
La foresta si autorigenera utilizzando gli elementi nutritivi che il ciclo della vita e di morte della flora e della fauna rilasciano sul terreno e mettono a disposizione delle piante.

La grande umidità favorisce questo ciclo virtuoso.
Essa è causata dalle abbondanti piogge e dal fenomeno della evapotraspirazione. Interrompere questo ciclo significa avviare il territorio verso un futuro de desertificazione.

3. La deforestazione
Dal 1970 in poi l'Amazzonia è stata oggetto di una pesante deforestazione,infatti,a oggi la foresta ha perso un territorio grande come la Francia.
Nel 2004 sono stati deforestati 27.000 km².
Accanto al taglio di alberi è grave anche il fenomeno dei roghi.
Le cause:l'alto valore del legname e far posto ai pascoli per grandi mandrie di allevamento.
Le conseguenze: una grande riduzione della biodiversità,la prospettiva della desertificazione e l'espulsione degli abitanti della foresta.

IL CABOCLO


La vita lungo la riva dei fiumi e ai margini della foresta ha creato un essere anfibio, come un indio: il caboclo.
In nessun altro posto al mondo esiste un territorio della dimensione del Bacino Amazzonico,dove l'altitudine varia di pochissimo.
Se l'Atlantico si alzasse di appena 55 metri,le sue acque arriverebbero fino alla frontiera della Colombia o del Perù a 4000 km di distanza dal mare. Quando le acque straripano,invadono i campi e la foresta per un'area pari all'estensione dell'Austria.
La piena dura circa mezzo anno ed è una benedizione della natura.Quando le acque si ririrano i caboclo coltivano i loro orti e le loro piantagioni aproffittando del concime che vi ha lasciato il fiume.Per muoversi il caboclo usa la canoa che gli Indios inventarono. Discendenti degli Indios,dei primi europei e degli schiavi neri,il Caboclo ha adottato l'amo e la rete per la pesca,ma anche l'arco,le frecce e l'arpione.

Il Caboclo vive in una dimensione di tempo differente.Egli è un indio che vede le novelle di Globo e usa l'olio di Soia.
Nella prima colonizzazione il termine ''caboclo'' era sinonimo di selvaggio. Con l'avvento dei gesuiti e il fenomeno delle ''missioni'' per caboclo s'intendeva l'indio detribalizzato.
Dopo la cacciata dei gesuiti,caboclo significa contadino dell'Amazzonia.Dalla seconda metà dell'800 la configurazione del mondo caboclo assume quello attuale. In quel periodo,infatti, si assiste al boom economico del caucciu;piccoli coltivatori poveri delle zone aride del nord-est del Brasile,si spostano verso le zone amazzoniche per l'estrazione del lattice.Questi ultimi si caboclizzarono,mentre i caboclo accolsero alcuni elementi esterni,questa volta nel contesto nordestino conferendo alla loro cultura un carattere sincretico di cui è tutto oggi portatrice.
Infine,sappiamo che con l'aumentare del fenomeno dell'Urbanizzazione,l'Habitat del Caboclo è sempre indentificabile con quello delle fabelas delle città metropoli portuali.

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