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L'agricoltura europea


L’Europa è abitata da popoli che posseggono un alto tenore di vita: anche i più poveri tra essi hanno abitudini e finalità molto progredite e complesse rispetto a quelle delle popolazioni degli altri continenti, eccezion fatta, sotto taluni aspetti, per l’America del Nord. L’agricoltura è ancora oggi l’occupazione cui si dedica la maggior parte della popolazione europea, benchè vi siano paesi, come la Gran Bretagna, l’Olanda, il Belgio e la Germania, nei quali prevalgono le attività industriali. Il suolo dell’Europa, ampiamente sfruttato a seconda delle latitudini, dei climi e delle condizioni fisiche locali, da prodotti assai abbondanti e vari, che non bastano tuttavia al consumo della fitta popolazione. Molti di essi perciò, come il frumento, il granoturco, la barbabietola da zucchero, sono oggetto di importazione da altri continenti. L’agricoltura è soprattutto sviluppata, per ragione di clima, di abitudine o per scarsezza di altre risorse, negli Stati Danubiano-Balcanico, in Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Ciò non esclude che alcuni di questi paesi posseggano anche notevoli strutture industriali, come non esclude che altri, a prevalente economia industriale, curino assai l’agricoltura. Spesso, anzi, le attività agricole e industriali si presentano complementari: per esempio, la silvicoltura fornisce la cellulosa, alle fabbriche di carta, le coltivazioni dell’olivo, della vite e della barbabietola da zucchero, procurano le materie prime a importanti industrie alimentari.
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