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Paesaggi montani incontaminati

Un tempo, in armonia con la natura, nelle parti più basse dei versanti e lungo la riva dei fiumi, l’uomo coltivava cereali, patate, alberi da frutto (soprattutto peri e meli) e praticava l’allevamento domestico (galline, conigli), che fornivano gli alimenti fondamentali. Ad esempio, sui versanti più bassi nella stagione fredda, e su quelli alti nei mesi caldi, era diffuso l’alpeggio e l’allevamento bovino forniva latte e carne, Dalle foreste si ricavava legname da costruzione e legna per il riscaldamento. Le abitazioni erano prevalentemente concentrate in villaggi di piccole dimensioni e spesso venivano costruite in spiazzi che dominavano la valle, sul versante più soleggiato.
Possiamo ammirare le malghe nella vai d’Eita in Valtellina, dove i valligiani portano il bestiame all’alpeggio e lavorano il latte per produrre burro e formaggio.

I trafori ferroviari


Dal 1867, quando venne inaugurata la ferrovia del Brennero, iniziò la corsa alla costruzione di ferrovie attraverso le catene montuose.
Mentre i trafori ferroviari alpini creavano nuove forme di comunicazione tra l’Italia e i Paesi confinanti, quelli attraverso gli Appennini, realizzati per collegare Genova con la Pianura padana, Firenze con Bologna, Foma con Pescara e Napoli con Bari, estendevano le comunicazioni tra le varie parti del territorio nazionale.
Oggi si prepara una nuova fase nella costruzione dì ferrovie di valico attraverso le Alpi.
Questa fase è caratterizzata dalla costruzione di gallerie a quote più basse e molto più lunghe di quelle attuali. In tal modo sarà possibile attraversare le Alpi con i treni ad alta velocità (oltre 250 km/h), che ridurranno molto i tempi dei collegamenti tra il territorio italiano e le regioni interne dell’Europa.

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