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Immigrazione clandestina



Dal 1992, in seguito al Trattato di Maastricht e con la nascita dell’Unione Europea , sono cadute le barriere che impedivano ai cittadini di passare liberamente da un Paese all’altro. Altre barriere però sono state innalzate ai confini esterni dell’Unione: sono barriere giuridiche e, talvolta, anche fisiche sorte per ostacolare l’immigrazione clandestina.
L’intento è quello di creare una cintura di protezione contro la criminalità e il terrorismo. L’Europa occidentale è una delle principali mete di immigrazione perché la speranza di trovare migliori condizioni di vita spinge un numero sempre crescente di persone, provenienti sia dai Paesi del sud del mondo sia dai Paesi più poveri dell’Europa orientale, a cercare ospitalità negli Stati economicamente più sviluppati dell’Europa. Migliaia sono gli immigrati che varcano le frontiere con visto d’ingresso e assai numerosi sono quelli che sbarcano clandestinamente sulle coste del Mediterraneo. Tra di loro c’è anche chi fugge da guerre e persecuzioni; molti sono quelli che non riescono a raggiungere la meta: negli ultimi vent’anni sono morte più di 10 000 persone e più di 5 000 sono disperse, soprattutto in seguito a naufragi. I clandestini muoiono talvolta uccisi dalla polizia di frontiera, come è accaduto nelle città di Ceuta e Melilla, due enclavi spagnole sulle coste settentrionali del Marocco.

Enclave: parte di territorio che appartiene a uno Stato pur essendo totalmente situato all'interno di un altro Stato.