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Il Portogallo è uno stato che ha un economia molto accidentata e non molto sviluppata. Nel 1986 con l'entrata nell'Unione Europea il Portogallo è riuscito a migliorare la propria economia grazie anche agli appoggi e agli aiuti dell'Unione Europea. Il Portogallo resta però un dei paesi meno sviluppati dell'Europa occidentale e con la crisi finanziaria del 2009-2010 le cose sono ancora peggiorate. L'economia portoghese è vittima di un forte squilibrio: sulle coste e nelle grandi città come Porto e Lisbona c'è un economia progredita e sviluppata, mentre nelle zone interne c'è ancora moltissima povertà. Il settore primario dell'economia portoghese si sviluppa in particolare nelle zone interne: come nella pianura dell'Alentejo con un'organizzazione tradizionale. I suoi punti di forza sono: la produzione di sughero ( ricavato dalle querce da sughero) di cui il Portogallo può vantare il primato mondiale, la pesca (merluzzi, tonni e pesce azzurro) che alimenta l'industria conserviera e i famosissimi vini Madeira e Porto. Il settore secondario è rafforzato soprattutto nel campo aerospaziale, navale e petrolchimico. Il Portogallo importa i ¾ dell’energia consumata ( petrolio, carbone e gas ) L'industria mineraria produce: tungsteno, rame, stagno e uranio. In espansione sono i settori dell’elettronica, della farmaceutica, dell’automobile. Il settore terziario è alimentato dal turismo: uno dei punti più visitati è la madonna di Fatima che ogni anno viene visitata da milioni di pellegrini.

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