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Le leggi che regolano il moto del pendolo


Fu Galileo a scoprire le leggi che regolano il moto del pendolo. Notando le oscillazioni di un lampadario del duomo di Pisa, egli iniziò a interessarsi a questo tipo di moto. La 1° legge del moto del pendolo afferma infatti che il periodo di oscillazione non dipende dal peso della pallina. La 2° legge del moto del pendolo afferma infatti che il periodo di oscillazione dipende dalla lunghezza del filo. Matematicamente si è calcolato che la lunghezza di un pendolo è proporzionale al quadrato del suo periodo. Ciò significa che per raddoppiare il periodo di un pendolo bisogna quadruplicare la sua lunghezza, per triplicarlo occorre allungare di 9 volte il filo che lo regge. Oltre a queste due leggi, esistono altre importanti proprietà del pendolo che sono state scoperte proseguendo con mezzi più perfezionati le ricerche di Galileo. Le forze e il moto: Tra la forza applicata a un corpo e il moto che essa provoca esistono dei rapporti molto stretti che sono studiati da una branca della Fisica, la Dinamica (dal greco dynamis cioè forza). Lo studio della Dinamica si è rivelato fondamentale per conoscere le leggi che regolano il moto dei corpi nell’Universo e per progettare e costruire veicoli in grado di muoversi sulla Terra e nello spazio. La Dinamica è basata su tre principi istituiti ed enunciati in passato da G.Galilei e da I. Newton e confermati sperimentalmente nel secolo scorso. Ad esempio se provi a osservare attraverso la lente d’ingrandimento un piccolo oggetto, anche i caratteri di questa pagina del libro: dapprima l’immagine dell’oggetto ti potrà apparire sfocata, ma spostando avanti e indietro la lente troverai un punto in cui l’immagine diventa nitida. Ripetendo più volte, noterai che in certe posizioni l’immagine è ingrandita e diritta (quando l’oggetto è posto tra la lente e il fuoco), in altre è capovolta(quando l’oggetto è posto a una distanza maggiore rispetto al fuoco).
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