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EFFETTO JOULE

Facendo attraversare un conduttore di metallo da energia elettrica, quest'ultimo tende a riscaldarsi.
Questo riscaldamento è provocato dalla corrente che si trova nel filo metallico. Questo stesso fenomeno avviene per esempio all'interno di una normale lampadina, nella quale il filamento bollente emana, oltre il calore, anche energia luminosa.
Questo fenomeno si chiama "effetto Joule".
Il campo elettrico all'interno del conduttore, infatti, accelera gli elettroni presenti all'interno del filo metallico, e questi procedono nello stesso verso e direzione della forza elettrica, la quale, a sua volta, genera un accrescimento dell'energia cinetica degli elettroni in conduzione.
Questo processo, però, ha una durata brevissima, poiché ogni elettrone interagisce assieme a diversi ioni presenti all'interno del reticolo cristallino, arrivando così a perdere parte dell'energia cinetica precedentemente assimilata. Qualche attimo dopo, il processo si ripete, e l'elettrone torna nuovamente ad essere accelerato dal campo elettrico e, come prima, riaccresce anche l'energia cinetica, fino ad arrivare al successivo attrito.

A causa degli attriti (da parte degli elettroni), aumenta anche l'energia cinetica degli ioni all'interno di questa "rete". Questo processo ci spiega dunque come la temperatura all'interno del conduttore tenda ad incrementare.
Il consumo di energia elettrica si esprime in kilowattora, il cui simbolo è "kWh". Quest'ultimo è appunto l'unità di misura dell'energia, e rappresenta l'energia assimilata nell'arco di tempo di circa un'ora da parte di un qualunque dispositivo che agisce con una potenza pari a 1000 W. Il che è traducibile come:

[math]1 kWh = 1000 W \cdot 3600 s = 3,6 \cdot 10^6 J[/math]

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