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Le Conseguenze dell'induzione elettromagnetica: correnti di Foucalt e il fenomeno dell'autoinduzione

Le correnti di Foucalt e il fenomeno dell'autoinduzione sono importanti conseguenze dell'induzione elettromagnetica.

1) Corrente di Foucault.
Il fenomeno dell'induzione elettromagnetica ha luogo anche nel caso in cui una certa regione di spazio sia occupata da un blocco di conduttore.
Se in tale spazio é presente un campo magnetico il cui flusso varia nel tempo, in ogni punto del blocco di conduttore nascono delle correnti indotte, che si svolgono su percorsi chiusi.
Queste sono i portatori di carica del conduttore che, per induzione elettromagnetica, eseguono moti simili a moti vorticosi di fluidi.
Queste correnti vorticose sono dette corrente di Foucalt.
Le correnti di Foucalt si manifestano in vari modi. Prima di tutto, per effetto Joule, riscaldano il conduttore e danno luogo a una grande perdita di energia.

Per ridurre ciò si utilizzano lamine al posto di blocchi compatti di metallo. Le correnti di Foucalt originano anche effetti meccanici macroscopici. Infatti se si pone una lamina di rame fra le espansioni di un elettrocalamita, essa non è attirata dai poli magnetici. Invece se la si estrae rapidamente dal campo magnetico, si sente una forte resistenza perché le correnti di Foucalt generate in essa sono soggette ad una forza dovuta al campo magnetico stesso. Inoltre, per le legge di Lenz, il verso della corrente indotta é tale che la forza che agisce sulla piastra tende a ostacolare il moto che l'ha generata. (Meccanismo dei freni elettromagnetici dei treni).

2) Autoinduzione.
Dato che un circuito percorso da corrente elettrica genera nello spazio circostante un campo magnetico le cui linee di forza sono concatenate con il circuito stesso, dalla legge di Faraday-Neumann segue il fenomeno dell'autoinduzione, ossia ogni volta che varia la corrente circolante nel circuito, si ha una forza elettromotrice indotta nel circuito stesso. In questo caso il flusso del campo magnetico é proporzionale all'intensità della
corrente che circola nel circuito.
Quindi la forza elettromotrice indotta sará proporzionale alla derivata dell'intensità della corrente. Φ(B(→))= Li, quindi f.e.m= -L (di/dt).
Il coefficiente di autoinduzione L del circuito, é una caratteristica del circuito e del materiale in cui esso é immerso, ed é la grandezza che descrive l'intensità dell'effetto dell'autoinduzione.

Due esempi del fenomeno di autoinduzione sono l'extracorrente di apertura e di chiusura che si hanno nel momento in cui un circuito viene chiuso o aperto. (Quando un circuito viene chiuso l'intensità della corrente varia da zero ad un valore i, quindi varia il flusso dal campo magnetico generato da tale corrente e concatenato al circuito. Così si genera una corrente indotta che tende ad opporsi alla corrente che l'ha generata.)

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