gaiabox di gaiabox
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Questa conclusione condusse Heisenberg a enunciare il principio di indeterminazione: nella misura delle coordinate canoniche di un oggetto atomico l'incertezza dei risultati di misura non si può rendere piccola a piacere. La diminuzione dell'incertezza, ovvero l'aumento di precisione nella misurazione di una coordinata, provoca necessariamente un aumento di imprecisione nella misurazione dell'altra.
Risulta evidente la natura statistica della nuova teoria. Infatti, se non siamo in grado di avere informazioni precise sullo stato di un oggetto, non potremo neppure fare previsioni precise sul suo comportamento futuro. La meccanica classica compie previsioni deterministiche solo a patto che siano disponibili informazioni sui valori delle coordinate canoniche dell'oggetto in esame, in un dato istante. Il principio di indeterminazione stabilisce invece l'impossibilità di conoscere con precisione le coordinate canoniche e dunque esclude che si possa prevedere con precisione il futuro comportamento di un oggetto.

E il disturbo provocato dagli apparati di misura sulle particelle a impedire di conoscere le coordinate canoniche; è l'interazione tra oggetto e apparato di osservazione a generare il comportamento apparentemente indeterministico degli oggetti microscopici. Sarebbe però insensato, afferma Heisenberg, porsi la questione di come si comportino questi oggetti quando nessuno li osserva, quando nessuno strumento li disturba. Non ha senso dunque chiedersi se "in realtà" il loro comportamento sia di tipo deterministico oppure no, in quanto è evidente che lo scienziato non ha nulla da dire circa quello che fa la natura allorquando nessuno la osserva.

Il dualismo tra onda e corpuscolo


Strettamente connesso al principio di indeterminazione è l'altro aspetto della meccanica quantistica sul quale si concentrò la discussione scientifica e filosofica: il dualismo onda-corpuscolo. Secondo il buon senso, e anche secondo la fisica classica, un'onda è radicalmente differente da un corpuscolo e da sempre i concetti fondati sulla nozione di onda erano stati distinti da quelli fondati sulla teoria corpuscolare; mai per uno stesso oggetto si erano mescolate le rappresentazioni ondulatone con quelle corpuscolari.
Nel 1907 Einstein cominciò a porre in discussione questa dicotomia, esponendo una teoria della luce per la spiegazione dell'effetto fotoelettrico, nella quale un raggio luminoso è considerato come un treno di particelle di luce, dette "fotoni". In quel periodo

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