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XVI secolo – La magia come introduzione alla scienza


Nel Rinascimento la magia deve essere intesa come introduzione alla scienza. Infatti, essa, nonostante urti la sensibilità dei moderni, in realtà deve essere vista come il primo scalino verso la considerazione scientifica della natura, il cui primo apporto significativo è stato dato dalla filosofia di B. Telesio.
Nel Rinascimento il rapporto con il mondo reale è fondamentale e costituisce un elemento fortemente caratterizzate dell’uomo. Nel mondo medioevale, lo studio della natura era assimilato ad una forma di distrazione da ogni forma di meditazione interiore sul proprio destino. Invece, nel Rinascimento poiché il destino dell’uomo si deve realizzare nel mondo, ne deriva che la ricerca naturalistica occupa un posto di eccellenza. Già Aristotele aveva preso le difese di un ordine necessario del mondo come fondamento di ogni ricerca naturalistica. La ricerca naturalistica rinascimentale arriva alla sua piena maturazione attraverso tre gradi: la magia, la filosofia naturale, la scienza
La magia si fonda su due presupposti, derivati dal neo-platonismo: 1) il mondo della natura si ritiene mosso da forze, sostanzialmente simili all’uomo 2) la pretesa dell’uomo di assoggettare queste forze.
La prima figura di mago è un umanista tedesco: Giovanni Reuchlin, spinto da Pico della Mirandola verso studi misteriosi o cabalistici. La figura più conosciuta di mago è Teofrasto Paracelso, vissuta nella prima metà del XVI secolo. Secondo Paracelso, il mago grazie alla forza della sua fede esercita sullo spirito dell’uomo e sullo spirito della natura un influsso che libera poteste fino ad allora sconosciute e nascoste per fare cose fino ad allora ritenute impossibili. In ogni cosa, egli ricerca la quinta essenza, cioè l’estratto ottenuto separando l’elemento dominante da tutti gli altri. Nella quinta essenza sono contenuti gi arcani cioè le forze che operano in un minerale, in una pietra preziosa o in una pianta. Della quinta essenza si serve la medicina per guarire i mali
In Italia il tema dell’attrazione fra tutte le cose viene trattato da Gerolamo Fracastoro e da Gerolamo Cardano i quali insistono sulla posizione centrale dell’uomo nel mondo. Come tutti i maghi, anch’essi sostengono l’esistenza di tre mondi: 1) mondo sensibile costituito da quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco) 2) il mondo celeste 3) il mondo intelligibile. L’uomo è posto a centro di questi tre mondi e d esso può essere definito come un microcosmo, perché in lui è presente tutto ciò che si trova nei tre mondi. Per questo motivo, l’uomo è in grado conoscere ed utilizzare la forza che tiene insieme il mondo ed effettuare delle azioni ritenute miracolose.
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