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Che cosa pensa Vico della poesia di Omero e in quale modo risolve la questione omerica?

Secondo Vico Omero rappresenta la poesia dell’età eroica della Grecia, cioè di quel tempo in cui l’umanità, osservando il mondo con stupore e meraviglia, non può rappresentarselo con concetti, perché non possiede ancora sviluppata la ragione, e perciò, sotto la spinta della fantasia, se lo raffigura con immagini suggestive, cariche di sentimento e di passione.
Di conseguenza Vico rifiuta la tendenza intellettualistica del suo tempo, che considera Omero antico sapiente e saggio filosofo, educatore dei suoi rozzi contemporanei. Infatti i suoi eroi non rivelano alcun equilibrio interiore ma piuttosto fervore di passioni e di violenze, crudezza di animo, ostinatezza di carattere: la lite fra Agamennone ed Achille, che si legge all’inizio dell’Iliade, le aspre battaglie e le stragi sanguinose, gli stessi atti di generosità compiuti con slancio appassionato che si trovano nei due poemi, presentano una prospettiva e palesano un’impronta che mal si addicono ad un autore ritenuto maestro di riposta sapienza, quale la tradizione ha consacrato Omero.

Anche nel linguaggio, del resto, manca qualsiasi formula filosofica e non si nota la minima ombra di riflessione razionale, ma esso abbonda, invece, di immagini, di similitudini, di paragoni- forme, queste, proprie della poesia-.

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