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Rapporto fra il pensiero di Vico e la dottrina di Cartesio

La posizione di Vico, nei confronti di Cartesio, è antitetica perché diverso è il criterio di verità adottato dall’uno e dall’altro. Cartesio afferma che la certezza conoscitiva ha il suo fondamento sull’evidenza razionale; Vico invece, controbattendo che qualunque idea, anche falsa, può apparire chiara e distinta alla mente di chi la pensa, dichiara che soltanto chi produce una cosa può conoscerla perfettamente (verum ipsum factum).
Di conseguenza Cartesio trascura lo studio delle attività umane nell’ambito della storia perché le considera manifestazioni irrazionali, non deducibili da principi rigorosamente logici, ed ammette la conoscenza dell’io, di Dio, dalla natura e della matematica.
Vico, invece, sostiene che solo la storia è oggetto di vera scienza perché prodotto dall’uomo, e nega che io, Dio e natura possano essere conosciuti. Inoltre ammette che la matematica sia scienza, in quanto costruzione dell’uomo, ma ne limita e ne circoscrive l’importanze giudicandola finzione astratta, perché creazione convenzionale e arbitraria che non può essere applicata al mondo delle cose. Infatti la mente umana costruisce i numeri, il punto, la liena, le figure…, di cui si serve per le sue dimostrazioni. Nella critica alla matematica perciò Vico accetta la dottrina degli Empiristi.

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