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Degnità e Guise

Vico afferma che è possibile ricostruire la storia perché essa è opera degli uomini e stabilisce alcune degnità, che sono i principi fondamentali della sua dottrina filosofica. Il termine degnità significa assioma (dal greco axios=degno) ed è sinonimo quindi di postulato degno di fede, senza necessità di ulteriori dimostrazioni, riconosciuto valido perché rispecchiante la natura dell’uomo. Degnità fondamentale della scienza nuova di Vico è questa: “Gli uomini prima sentono senza avvertire, da poi avvertiscono con animo perturbato e commesso; finalmente riflettono con mente pura”.
A questa degnità corrispondono perfettamente le guise, ossia i modi con cui operano gli uomini ed attuano la storia, perché ogni atto dello spirito è manifestazione, esplicazione delle forme ideali che costituiscono la struttura umana. Così Vico può ricostruire il cammino dell’umanità iniziandolo dal diluvio universale, quando i figli di Noè si divisero in due discendenze: quella di Sem, rispettosa della legge e continuatrice delle tradizioni di Abramo, e quella di Cam e Giafet che, ribelle al padre, si disperse per le terre ricoperte di selve e di acquitrini. Queste due discendenze originarono, da una parte, il fedele popolo ebreo e, dall’altra, le altre genti (le nazioni gentili, dice Vico), divenute selvagge e feroci, simili a belve. Vico si occupa soltanto delle nazioni gentili.

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