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Il termine utopia, dal greco, significa 'non luogo': non qualcosa di irrealizzabile, ma qualcosa che non è in nessun luogo.

L’utopia politica parte da una critica agli stati reali (Francia e Spagna: monarchia assoluta; Inghilterra: monarchia costituzionale). Queste strutture monarchiche erano basate sul principio della diseguaglianza; mentre lo 'stato ideale', descritto dai filosofi e letterati utopisti invece, era basato sul principio dell’uguaglianza e quindi era uno stato democratico. La Repubblica di Platone è considerata precursore dell'utopia politica rinascimentale, infatti tra Platone e gli autori utopisti, come Moro e Campanella, ci sono degli elementi in comune: 1) proprietà privata; 2) istruzione; 3) lavoro.
1) La PROPRIETÀ PRIVATA era considerata la fonte di tutte le diseguaglianze sociali. Per gli utopisti questo male doveva essere sdradicato alla radice, quindi con l'abolizione.

2) L'ISTRUZIONE veniva affidata allo stato, in quanto tutto era subordinato ad esso. L’educazione non avveniva più all’interno della famiglia, ma all’interno dello stato stesso.
3) Il LAVORO era considerato l’opposto dell’ozio (male della società). Secondo gli utopisti per combattere questo male tutti dovevano lavorare.
Già nello stato di Platone c'era una divisione dei compiti: il governo, la difesa e l’economia; affidati ai governanti, ai guerrieri e ai lavoratori. Nonostante questa suddivisione, tutti comunque lavoravano ed ogni individuo collaborava al mantenimento e al bene dello stato, cioè tutto era finalizzato al bene collettivo; questa è una teoria organicista.
ORGANICISMO: tutte le teorie filosofiche che pongono la totalità superiore alle parti.

L'utopia letteraria (filone letterario) è costituita da dei canoni formali, ovvero segue uno schema narrativo:
- Testo: romanzo filosofico invece del trattato o del saggio;
- Contenuto: descrizione di uno stato ideale con alla base una critica allo stato reale;
- Scopo: didattico ed esigenza divulgativa, con un linguaggio semplice;
- Narrazione: una trama, un intreccio e dei personaggi che trattano temi filosofici;
- Forma indiretta: resoconto di un viaggio narrato da un personaggio, un viaggiatore;
- Luogo: lontano o inesistente, separato dalla terraferma. Spesso è un'isola, simbolo della lontananza tra reale e ideale;
- Descrizione: minuziosa e dettagliata, incentrata su tradizioni, stili di vita, abitudini e mentalità degli abitanti;

Nel XXI secolo, si formò il genere letterario della distopia (utopia negativa). Un esponente di questo genere fu Orwell con il suo romanzo fantascientifico '1984'. In esso descrive una società totalitaria in cui il "Grande Fratello", un occhio che tutto vede, controlla la personalità, le coscenze e la libertà degli individui; inoltre descrive uno stato violento e in decadenza a seguito del progresso tecnologico sviluppatosi negativamente (bomba atomica, campi di sterminio, ecc..).

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