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La filosofia dello spirito soggettivo, oggettivo ed assoluto


La prima è la riflessione filosofica in cui Hegel indica, riprendendo ciò che ha detto della “fenomenologia dello spirito“, come l’uomo abbia saputo cogliere la sua dimensione interiore (coscienza) e come essa abbia consentito all’uomo stesso di iniziare a sviluppare la sua libertà (non è più solo un essere concreto ma dotato di coscienza). La coscienza è una dimensione importante di cui l’uomo è sempre più consapevole.
Secondo Hegel, il cristianesimo ha rafforzato della cultura occidentale il valore della coscienza e contemporaneamente l’idea che l’uomo, in quanto coscienza, è un essere libero.
Hegel fa una precisazione: l’uomo non deve solo scoprire che è caratterizzato dalla libertà ma deve trovare il modo di rendere realizzata la sua libertà, altrimenti non è totalmente un essere libero. L’unico modo per vedere realizzata la libertà è aprirsi alla relazione con gli altri.
La filosofia dello spirito soggettivo è la riflessione sulla coscienza come interiorità del singolo.
Nella filosofia dello spirito oggettivo, Hegel riflette sulle diverse istituzioni che solo quel luogo in cui l’uomo vive ed esprime in modo visibile il suo essere spirito libero nella collettività. Se l’uomo rimanesse chiuso in se stesso non potrebbe sperimentare cosa significhi essere libero. La filosofia dello spirito oggettivo è la riflessione sulla coscienza intesa come un’apertura alla collettività che si esprime con le relazioni con gli altri.
La filosofia dello spirito assoluto è la riflessione filosofica in cui l’uomo è capace di esprimere la sua libertà attraverso l’arte, la religione e la filosofia.
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