gaiabox di gaiabox
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È questo spirito a rendere possibile la sensazione, il momento essenziale della conoscenza. Essa è per Telesio percezione della modificazione subita dallo spirito materiale a opera delle cose stesse. Sulla base della sensazione opera l'intelligenza: facoltà attraverso la quale si giunge (per similitudine e in virtù della memoria, che conserva le esperienze precedenti) a inferire ciò che non è attualmente percepito da ciò che è ora presente al senso. L'intelligenza non è, pertanto, distinta dal senso, ma va a questo ricondotta: anzi, la sua attività conoscitiva è una forma di "sensazione illanguidita", più imperfetta perché indiretta. Ne consegue la massima valorizzazione dell'esperienza diretta e della sensazione, fino al punto di considerare la matematica una conoscenza meno certa di quella fisica perché fondata solo indirettamente sull'esperienza sensibile.

Sul piacere e sul dolore provati dallo spirito si fonda l'etica telesiana. Essa è un coerente edonismo sensistico per il quale il "bene" è ciò che conserva lo spirito e, perciò, piace; "male" è ciò che lo ostacola e, perciò, dispiace. Essendo l'autoconservazione il vero bene, la virtù consiste in quella sapienza-prudenza capace di calcolare ciò che è veramente dannoso. In questo senso, virtù e vizio sono relativi a un orizzonte tutto mondano, trovano in se stessi il proprio premio e la propria punizione, e sono propri anche degli animali.

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