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B. Telesio: il pensiero filosofico

Il pensiero filosofico di Telesio si colloca all’interno del naturalismo rinascimentale ed è espresso nell’opera De rerum natura iuxta propria principia.
Per Telesio la natura è un mondo a sé che si basa su dei principi intrinseci ed esclude ogni forza metafisica o magica. La natura è pertanto perfettamente autonoma ed oggettiva. Per conoscere la natura, l’uomo non deve far altro che far parlare la natura stessa. La natura è mossa da due nature agenti: il caldo e il freddo. Il caldo ha sede nel sole, dilata le cose, rendendole leggere e quindi adatte al movimento. Il freddo ha sede nella terra, condensa le cose, rendendole pesanti e quindi immobili. Il caldo ed il freddo sono incorporei ed hanno bisogno di una massa corporea che possa subire l’azione dell’uno o dell’altro; questa massa costituisce il terzo principio naturale e si chiama massa ed è provvista di inerzia.
Di conseguenza, Telesio ritiene che soltanto il sole e la terra siano gli elementi originari, mentre l’acqua e l’aria non sono originari perché sono il risultato delle composizione dei primi due. Contro Aristotele, egli è molto critico. A proposito della funzione che Aristotele attribuisce a Dio come motore immobile del cielo, Telesio sostiene che l’azione di Dio non può essere ridotta un fatto determinato dell’ universo. Dio, per Telesio, è invece il principio conservatore di tutti gi esseri della natura ed agisce per mezzo di tutte le forze naturali. Come per Descartes, Dio è così il garante dell’ordine e dell’autonomia della natura.
Tutta la conoscenza umana si riduce alla sensibilità. L’anima dell’uomo è un prodotto naturale come quella di tutti gli altri animali ed attraverso questa anima, l’uomo si connette alla natura e lui stesso è natura. Ogni sensazione è prodotta da un contatto tra l’anima e le cose esterne. Tuttavia la sensazione non si riduce ad un semplice contatto materiale: essa è la percezione che sia ha del contatto, o meglio la coscienza = sentir di sentire. L’intelligenza consiste nell’estendere alle cose non ancora percepite quelle qualità che l’anima ha già percepito nelle cose esistenti: i principi della matematica, per esempio derivano dai sensi i quali ci testiomoinisano, per esempio, che il tutto è più grande di una parte e che due se a e b = c, a = b= c.
Anche la vita morale dell’uomo si riduce a principi naturali. Il fine morale supremo è la conservazione dello spirito del mondo o spirito di vita. Pertanto, proviamo piacere per tutto ciò che aiuto lo spirito di vita a conservarsi e dolore per ciò che tende a danneggiarlo o a distruggerlo. La virtù, di conseguenza, è la condizione necessaria per la conservazione dell’uomo perché stabilisce una misura nelle passioni che altrimenti potrebbero evolvere verso eccessi dannosi.
Per Telesio tutta la vita umana, intellettuale e morale, viene ridotta a dei principi naturali eccetto un elemento che sfugge alla natura: la vita religiosa. Questo succede perché nella vita religiosa esiste l’aspirazione ad un bene ignoto ai sensi e che si indirizza verso un mondo diverso da quello sensibile,
Con il suo naturalismo, Telesio rifiuta la metafisica e la magia e, affermando il carattere qualitativo e animistico della fisica, egli sostiene l’autonomia e l’oggettività del mondo naturale aprendo così la strada a Galileo Galilei.
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