Spinoza

Un’esistenza appartata e dedita al sapere
Spinoza (1632-1677) è uno dei fautori seicenteschi della ragione cartesiana (razionalismo). Nasce ad Amsterdam da una famiglia ebraica, che aveva abbandonato la Spagna, Paese di intolleranza religiosa. È stato educato in una comunità israelita di Amsterdam, poi da qui scomunicato con una maledizione per eresie pratiche e insegnate. Infatti in questa si legge l’odio e l’obbligo di stare lontani da lui e dai suoi scritti. Si trasferisce dunque stabilmente all’Aia. Impara l’arte di fabbricare e pulire lenti per strumenti ottici per via di un precetto della sua religione che consisteva nell’apprendere almeno un lavoro manuale. Si costruisce una certa fama di ottico prima che di filosofo. Si ammalava spesso e conduceva una vita modesta e tranquilla. Quando un suo “seguace” e amico gli offrì in dono 2000 fiorini, rifiutò. Quando lo stesso amico gli offrì una pensione annua di 500 fiorini, Spinoza disse che erano troppi e ne accetta solo 300.
•• Scrive: Trattato su dio, l’uomo e la sua felicità (conosciuto come Breve trattato); Principi di filosofia cartesiana pubblicato con l’appendice Pensieri metafisici, dove si notavano le differenze tra Cartesio e Spinoza; Trattato teologico-politico, anonimo, che parla di libertà di pensiero e di parola in una libera comunità (il libro è stato subito condannato come proibito dalla chiesa cattolica e protestante).

Spinoza aveva già terminato la sua opera fondamentale prima della morte, Etica dimostrata secondo l’ordine geometrico, e cominciava infatti a circolare tra i suoi amici, ma non la pubblicò mai per evitarne la condanna. L’opera fu infatti pubblicata dopo la sua morte in un volume. Le “Opere postume” comprendevano L’Etica, un Trattato politico, un Trattato sull’emendazione dell’intelletto (entrambi incompiuti) e un Trattato su Dio, l’uomo e la sua felicità.
La metafisica
L’etica dimostrata secondo l’ordine geometrico è una sorta di enciclopedia delle scienze filosofiche. Tratta di problemi metafisici, gnoseologici (della conoscenza), antropologici (dell’uomo), psicologici (della mente), morali ed etici. L’etica è divisa in cinque parti e nella prima parte si affrontano temi metafisico-teologici.
Il metodo utilizzato da Spinoza, come da titolo, è di tipo geometrico: il filosofo di ispira a Euclide per creare un procedimento espositivo scandito secondo definizioni, assiomi, proporzioni (teoremi), dimostrazioni, corollari e scolii (delucidazioni).
•• Perché Spinoza ha utilizzato questo metodo per risolvere i sommi problemi filosofici?
Spinoza era influenzato dalla moda del tempo della matematica come strumento di un sapere rigoroso e universalmente valido;
ammira dunque le matematica e vedeva nella geometria (e nel latino) una garanzia di precisione e di sinteticità espositiva e anche di distacco emotivo nei confronti dell’argomento da trattare;
è convinto che il reale sia una struttura geometrica, con le cose logicamente connesse tra loro e dunque deducibili attraverso la ragione.
•• In sintesi: Spinoza accordava fiducia nella matematica, nella geometria e nella trattazione geometrica in latino, essendo la realtà una struttura geometrica e deducibile logicamente, poiché attraverso ciò era possibile una esposizione precisa, sintetica e anti-emotiva (dunque oggettiva).
••• Il concetto di sostanza: Spinoza fonda e deduce tutto il sistema del sapere metafisico dal concetto di sostanza.
•• Per sostanza si intendeva il sìnolo (forma + materia, con forma = essenza).
•• Cartesio, definendo la sostanza autonoma, la riferiva non agli uomini, ma a Dio, causa di sé (causa sui) e non riceve l’esistenza dell’altro. Ma Cartesio non era stato fedele a se stesso, poiché accanto alla sostanza primaria, autonoma e causa di sé (Dio), riconosceva sostanze secondarie o derivate, la res cogitans (forma) e la res extensa (materia). Dunque per Cartesio la sostanza è sia autonoma (Dio), che per esistere non ha bisogno che di se stesso, sia derivata (sìnolo), che per esistere ha bisogno di un’altra sostanza (Dio).
•• Per Spinoza, la sostanza è “ciò che è in sé e per sé si concepisce”. Infatti, la sostanza esiste in quanto se stessa, e il suo concetto non ha bisogno di un concetto precedente dal quale prende vita. La sostanza è una realtà autosufficiente che per esistere non ha bisogno di altro. Il suo concetto per essere definito non ha bisogno di altri concetti. Imperitura, ingenerata e unica. La sostanza è autonoma ontologicamente (nell’essere) e concettualmente (nella conoscenza). Spinoza parla anche di attributi come quelle “sotto parti” esistenziali della sostanza e di modi di essere della sostanza.
••• Il concetto di sostanza in sintesi:
•• Per Cartesio la sostanza primaria è Dio (causa sui) e quella secondaria è il sìnolo (res cogitans+res extensa);
•• Per Spinoza la sostanza è autosufficiente, unica, ingenerata e imperitura: per esistere, il suo concetto non ha bisogno di altri concetti. Nella sostanza riconosce anche attributi (le cartesiane res cogitans ed extensa) e modi.
••• Il concetto di sostanza nel dettaglio: la sostanza per Spinoza è:
ingenerata (poiché è causa sui e la sua essenza implica l’esistenza);
imperitura (eterna, e per eternità si intende l’esistenza stessa che non proviene da altro);
unica (in natura non esistono due sostanze della stessa natura: essendo la natura unica, anche la sostanza deve esserlo. La sostanza infatti può variare i suoi attributi o modi poiché essa è anteriore (viene prima) alle sue affezioni;
infinita (poiché se fosse finita sarebbe limitata da un’altra sostanza della natura. In questo caso esisterebbero due sostanze e sarebbe assurdo, perché la sostanza è unica. La sostanza è infinita poiché la sua essenza non ha limiti e lo stesso anche i suoi attributi sono infiniti.
•• La sostanza ingenerata, imperitura, unica e infinita è Dio.
Gli empiristi basano come principio del sapere i sensi;
Cartesio basa come principio del sapere la res cogitans;
Spinoza basa come principio del sapere Dio.
•• Dio esiste secondo le prove tradizionali:
Dio è perfetto e tra le sue perfezioni c’è anche l’esistenza (prova ontologica a priori. È impossibile pensare qualcosa che non esiste);
Noi non siamo causa della nostra esistenza e dunque deve esserci un ente necessario (sostanza o Dio) che è causa sui (causa di sé) e sia anche la causa di tutti gli altri esseri (prova a posteriori).
•• Spinoza afferma che Dio e il mondo sono la stessa sostanza. Essendo Dio la sostanza, questo non è esterno al mondo, ma è il mondo: “deus sive natura”, cioè: “Dio ovvero la natura”.
Ha una concezione panteistica della realtà, cioè di natura animata (Dio è nelle cose, estremo panteismo), affidando nuova e grande dignità alla natura tutta. Spinoza ci appare, per il suo “deus sive natura”, molto simile a Bruno (panteismo). La sostanza è unica ed è come una circonferenza (geometria) infinita che ha tutto dentro di sé e non esclude niente. Dunque, tutto sarà sostanza. Tutto sarà Dio.
••• Attributi e modi servono a chiarire il rapporto tra Dio (sostanza) e mondo.
•• Gli attributi sono le qualità essenziali o strutturali della sostanza percepite dall’intelletto. Essendo la sostanza infinita, lo saranno anche i suoi attributi. La sostanza è simile a un unico immenso prisma dalle illimitate facce.
Degli infiniti volti (facce) di questo prisma che è la sostanza (= Dio = natura) l’uomo ne percepisce solo due: (1) l’estensione - res extensa; (2) il pensiero - res cogitans.
L’estensione è la materia, mentre il pensiero è la conoscenza. Ma se l’uomo può conoscerne solo due, come è arrivato a definirne l’infinità? L’infinità degli attributi avviene per deduzione logica; la dualità degli attributi avviene per deduzione empirica.
Schelling infatti dirà che Spinoza non arriva al dualismo partendo dalla prova ontologica dell’esistenza della sostanza (=Dio) a priori, ma a posteriori dall’esperienza (deduzione empirica).
Guzzo afferma che gli attributi sono necessari per spiegare la varietà del mondo.
• L’infinità della sostanza/Dio viene “filtrata” dalla mente umana che percepisce una parte molto limitata di questa (come la gamma cromatica dall’occhio). Perché l’uomo ne “vede” solo una piccola parte? La questione resta senza risposta: è un’aporìa. Questo rende difficile lo spinozismo.
•• I modi sono le affezioni della sostanza, e dunque modificazioni accidentali della sostanza (mentre gli attributi sono proprietà essenziali della sostanza). I modi sono le manifestazioni o le concretizzazioni particolari degli attributi: nei singoli corpi si avrà una modificazione dell’estensione (res extensa); nelle singole menti avremo una modificazione delle idee e dunque del pensiero (res cogitans).
I modi non hanno sostanzialità perché sono “in altro” e possono essere pensati grazie agli attributi (proprietà essenziali) della sostanza. Ogni corpo e ogni mente sono modificazioni accidentali dell’unica materia (estensione) o dell’unica mente (pensiero). Il sostegno di ogni realtà (fisica o psichica) non è l’unica mente o l’unico corpo, ma Dio.
•• I modi si distinguono in finiti e infiniti:
i modi infiniti sono proprietà strutturali degli attributi stessi (che a loro volta sono proprietà essenziali della sostanza);
i modi finiti sono gli esseri particolari, “questo” corpo o “quella” idea, legati casualmente all’infinito.
••• Esempio di sostanza spinoziana: la sostanza di Spinoza è un oceano sconfinato (senza fine, infinito) ed eterno; gli attributi (proprietà essenziali, essenza) sono l’estensione acquatica (acqua); i modi infiniti (proprietà strutturali e permanenti degli attributi) sono il movimento incessante del mare; i modi finiti (esseri o determinazioni particolari degli attributi) sono le varie onde.
Dunque, sostanza (oceano), attributi (acqua) e modi infiniti (movimento del mare) sono eterni, mentre i modi finiti (onde) si generano e muoiono continuamente.
In sintesi: sostanza = natura (infinita ed eterna); attributi = infinite dimensioni della natura (sostanza - noi percepiamo solo il pensiero e l’estensione); modi = infinite maniere o forme di essere degli attributi (dimensioni) della sostanza (natura).
Dio è tutto ciò che esiste (sostanza) ed è o attributo o modo dell’attributo: Dio o Sostanza←attributi←modi. Se Dio è tutto ciò che esiste, e a esistere è sia il pensiero sia l’estensione, allora Dio è sia “cosa che pensa” sia “cosa estesa”. Dio è pensiero e materia (estensione). Dio è il fondamento che “sostiene” le menti e i corpi.
Per Spinoza, Dio (sostanza) e i suoi attributi sono la causa e dunque sono la natura naturante. I modi (infiniti e finiti) corrispondono invece all’effetto e sono la natura naturata. Infatti, la natura è madre (naturante) e figlia (naturata) di se stessa.
Dio è causa di tutte le cose: Dio produce (è causa de) il mondo, ma non solo sta dentro il mondo, Dio è il mondo (= ciò che produce). Dio è causalità immanente (è causa e sta dentro il mondo).
La causalità di Dio è anche libera: Dio agisce seguendo le sole leggi della sua natura. Non subisce alcun condizionamento esterno, poiché essendo una circonferenza infinita che contiene tutto, nulla è esterno a lui. Dio è libero (nel senso che non è condizionato) e necessario (poiché la sua azione secondo le proprie leggi non potrebbe essere altrimenti o addirittura non essere). Libertà=necessità dell’azione di Dio.
Perché l’estensione infinita crea qualcosa di finito come i singoli corpi? E perché il pensiero infinito crea idee finite? Perché l’infinito si finitizza? È un’aporìa. Spinoza risponde abbandonando le deduzioni logiche e ricorre alla sola esperienza. Shinner e Guzzo affermano che non possiamo pensare l’infinità perché siamo umani e ci basiamo sui sensi.
•• In sintesi: la sostanza è tutto ciò che esiste ed è Dio (è ingenerata, imperitura, unica, infinita). Gli attributi sono le infinite dimensioni della natura (sono le qualità essenziali della materia) ma noi ne percepiamo solo due: (1) il pensiero; (2) l’estensione. I modi sono le infinite maniere o forme d’essere degli attributi (e dunque della sostanza): sono le modificazioni accidentali degli attributi e possono essere: (1) infiniti - proprietà strutturali degli attributi; (2) finiti - esseri particolari.
•• Ancora in sintesi: la sostanza è tutto (prisma, circonferenza infinita). Gli attributi sono ciò che rende possibile la sostanza (innumerevoli facce). I modi infiniti sono particolari modificazioni presenti in tutti gli attributi e allo stesso modo (i disegni fatti sulle facce infinite del prisma). I modi finiti sono particolari modificazioni diverse da attributo ad attributo (diversi colori usati per colorare i disegni uguali fatti sulle facce del prisma).

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