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Spinoza

Anche Spinoza condivide la concezione hobbesiana dello stato di natura e la teoria del contatto come passaggio allo stato civile. Spinoza infatti nello stato di natura afferma anche l’autoconservazione dell’individuo ma aggiunge che la vita nello stato di natura non vuole nessuna legge morale ma è pericolosa, l’uomo però preferisce vivere in modo sicuro e in pace e riconoscono l’utilità di leggi comuni, proprio per questo si accordano e si ha così la nascita dello stato grazie a un patto in cui ognuno no deve rinunciare ai propri diritti come sosteneva Hobbes ma deve rinunciare a imporre la propria forza. Questo contratto è a favore della collettività. Il suo modello di stato è finalizzato alla libertà. Spinoza si contrappone alla politica assolutistica in quanto sostiene che lo stato non deve essere assoluto e deve rispettare la libertà di pensiero e di espressione degli individui.

Tolleranza religiosa: Questa libertà di pensiero si nota molto nel Trattato teologico-politico. Nel quale afferma che nessuno può vietare la ricerca filosofica né tantomeno i risultati possono essere dannosi per la religione poiché trattano due cose diverse.
Spinoza sostiene che le autorità civili devono intervenire nelle materie ecclesiastiche per garantire a tutti la libertà di culto. Ma contemporaneamente devono essere combattute il fanatismo e la superstizione legati alla degenerazione dei costumi ecclesiastici.
Spinoza dice che ogni uomo ricerca il proprio utile. Anche le passioni, infatti il filosofo le divide in: positive (che aumentano la potenza dell’agire umano e favoriscono il suo benessere; gioia); NEGATIVE (hanno l’effetto opposto; odio, tristezza).
Nelle passioni un ruolo fondamentale è quello svolto dalla ragione, poiché la regola tanto che Spinoza la ritiene molto importante

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