Mongo95 di Mongo95
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Nemico del fanatismo e della superstizione, difensore della tolleranza e della libertà di pensiero e di espressione. La filosofia di Spinoza è tutta rivolta alla conoscenza del sommo bene e alla comprensione razionale della natura della realtà. Libero è colui che vive sotto la guida della ragione, e la ragione consiste nella capacità di sottrarsi all’ignoranza e all’illusione, all’effimero e al contingente, ai pregiudizi e ai desideri eccessivi, di comprendere la necessità di tutte le cose, il determinismo universale a cui l’uomo non fa eccezione. Il filosofo vede le cose come un’unica realtà assoluta, secondo un ordine che è l’essenza stessa di Dio, da cui tutte le cose derivano. È la totalità della realtà, un Dio-natura.
La società civile ha il dovere di garantire la libertà, in modo che ognuno possa esplicare le proprie tendenze naturali, prima fra tutte quella all’autoconservazione, senza esserne impedito dai contrasti generati dalle passioni che guidano la maggior parte degli uomini.

• La ricerca del sommo bene
Il tratto essenziale del pensiero spinoziano è l’identità di filosofia e vita: la conoscenza ha uno scopo morale, la ricerca filosofica è strettamente correlata alla realizzazione di una vita buona, che rappresenta il sommo bene dell’uomo. Se ne parla nel Trattato sull’emendazione dell’intelletto.
Il sommo bene consiste nell’assumere un atteggiamento razionale di fronte al mondo, comprendere che tutti gli eventi sono assolutamente determinati dalle leggi ferree della natura e di accettare questa verità, riconoscendo che tutto accade necessariamente, che i poteri umani sono limitati, che le passioni non modificano la realtà. Per conseguire il sommo bene innanzitutto è necessario mettere l’intelletto in grado di conoscere la verità nel miglior modo possibile. La via da seguire, il metodo, consiste allora in ciò che Spinoza definisce “emendazione e purificazione dell’intelletto”, allo scopo di usarlo nel modo migliore. Preliminare all’edificazione del vero sapere.
Distinguere i diversi stadi della conoscenza ci rendiamo conto che l’immaginazione forma nozioni in base al “sentito dire”; che la percezione sensibile ci offre solo conoscenza casuali e indeterminate; che la conoscenza razionale è la conoscenza delle cause e degli effetti ed è capace di risalire ai concetti universali; che l’intuizione è il grado massimo della conoscenza, consente di cogliere direttamente l’essenza di una cosa. Ci fa vedere la derivazione di tutte le cose dall’essenza di Dio. Le cose ci si presenteranno allora non come entità separate, ma come un’unica realtà universale, un tutto ordinato secondo un principio che è l’essenza stessa di Dio. Mentre l’intelletto è impegnato nell’autopurificazione, è opportuno adottare alcune regole di vita.

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