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Spinoza

Secondo Spinoza l’uomo è parte di un ordine necessario (deus Sive Natura-Dio o natura) per cui non si può indagare la sua destinazione morale quale essere finito, se non si comprende la collocazione nell'infinito (DIO) di cui fa parte. Dunque l'uomo non è un’eccezione all'interno della natura (un essere privilegiato), ma una manifestazione naturale come tutte le altre sottoposto alle leggi comuni dell'universo. Rispondendo a queste leggi anche le azioni dell'uomo obbediscono a regole fisse e necessarie e quindi "matematica" (Geometrismo morale). Dunque le passioni non vanno derise o condannate come proprietà che appartengono necessariamente alla natura umana. Egli quindi costruisce la sua geometria delle passioni (emozioni o affetti). Spinoza chiama emozioni e passioni effetti perché le considera come delle affezioni del corpo (modificazioni del corpo) si dividono in: Azioni, gli affetti di cui siamo causa adeguata. Passioni, gli affetti di cui non siamo causa adeguata, cioè quelli che subiamo Geometricamente parlando l'uomo tende all'autoconservazione che corrisponde: Alla volontà, quando si riferisce alla sola mente .All'appetito quando si riferisce alla mente e al corpo (Quando è cosciente si chiama desiderio da scaturiscono letizia (passaggio da perfezione minore a perfezione maggiore )e tristezza da perfezione maggiore a perfezione minore).

Schiavitù e libertà dell'uomo

Spinoza sostiene che lo sforzo di autoconservazione che si identifica con la risorsa del proprio (attraverso tutti gli affetti) rappresenta una comune legge di comportamento di tutti gli esseri viventi. Quindi il tentativo di sottrarsi a ciò è illusorio perché è come volersi sottrarre alle leggi del mondo naturale. Quindi il libero arbitrio è solo un'illusione, ci si chiede in quest'ottica : all'uomo può essere riconosciuta una forma di libertà? Per Spinoza la schiavitů è l'impotenza dell'uomo a reprimere gli affetti. Se l'uomo dunque fosse solo passione non sarebbe mai libero perché sempre sottomesso da forze esterne. Ma l'uomo è anche ragione quindi conoscenza e dunque può porsi di fronte allo sforzo di autoconservazione in modo consapevole ed intelligente. Il
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