Ominide 817 punti

Etica

Spinoza afferma che la specie umana costituisce una manifestazione naturale come tutte le altre, sottoposta alle comuni leggi dell’universo. Il filosofo toglie all’uomo il suo presunto statuto ontologico di creatura “privilegiata”, infatti le azioni e i sentimenti umani obbediscono a regole fisse e necessarie. L’unico atteggiamento possibile di fronte alle passioni non è quello di deriderle ma invece cercare di comprenderle.
Con la parola affetti, Spinoza definisce quelle cose che noi chiamiamo emozioni. Egli distingue poi gli affetti tra azioni e passioni
Azioni = affetti di cui siamo la causa, che provengono dal nostro cuore
Passioni = affetti che subiamo
Poi da qui distingue affetti primari e secondari. La cupidità, la letizia e la tristezza sono i tre affetti primari. Dagli affetti primari scaturiscono il bene e il male, che sono qualità relative alla cupidità e quindi non concetti indipendenti.

Quando letizia, tristezza e cupidità sono causate da qualcosa di esterno, danno origine ai due principali affetti secondari cioè l’amore e l’odio, da cui derivano tutti gli altri affetti.
Ogni tentativo di sottrarsi alla forza delle passioni si rivela illusorio, in quanto equivale al tentativo di sottrarsi alle leggi deterministiche che sostengono l’intero mondo naturale. In questo senso, il libero arbitrio è soltanto un’illusione. Spinoza definisce la schiavitù umana come l’impotenza dell’uomo a reprimere gli affetti.
Per lui l’uomo deve mediare tra passione e coscienza. Mentre il comportamento passionale è sempre dettato da una conoscenza inadeguata della realtà, il comportamento razionale è dettato da idee “chiare e distinte”, da atti consapevoli.
Libertà = non sentirsi schiacciati da questo meccanismo ma acquistare la consapevolezza della sua esistenza
Quindi bisogna mediare anche tra schiavitù delle passioni e libertà dalle passioni.
Per lui la virtù consiste nel vivere in modo consapevole, secondo le leggi della propria natura.
La felicità vera si può raggiungere solo mettendo da parte le altre passioni per l’amore nei confronti della Natura-Dio.

I tre generi (o fasi) della conoscenza

La liberazione dalle passioni quindi, si raggiunge solo con la contemplazione del Dio-Natura. Spinoza ritiene che il processo cognitivo vada di pari passo al processo morale
1° Genere
Consiste nella percezione sensibile o immaginazione  si identifica con la conoscenza pre-scientifica del mondo. Il corrispondente etico è la schiavitù delle passioni cioè quando l’uomo si lascia travolgere dalle passioni perché non sa come controllarle.

2° Genere
Scaturisce dalla ragione e si fonda sulle idee chiare e distinte  visione razionale del mondo, si identifica con la scienza. Il corrispondente etico è la vita secondo ragione.
3° Genere
È la scienza intuitiva, si fonda sull’ intelletto  si identifica con la metafisica.
Con la conoscenza di 3° genere, l’uomo si colloca al punto di vista di Dio. La differenza con le fasi precedenti è che all’ immaginazione il mondo appare molteplice, contingente, temporale e invece in questa fase, l’intelletto, esso si configura come qualcosa di necessario, unitario ed eterno.
Alla letizia che nasce dalla conoscenza dell’ordine che è la stessa sostanza di Dio, Spinoza dà il nome di amore intellettuale di Dio.
Dio è l’ordine geometrico dell’universo e la conoscenza di ogni singola cosa.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email