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Spinoza: il pensiero


Nell’ “Emendazione dell’intelletto” affinché l’uomo possa comprendere la realtà, è necessario compiere l’emendazione, ovvero la purificazione dell’intelletto dagli errori e dalle passioni in modo che possa intendere perfettamente.
La sua opera non è la costruzione di una scienza universale che permetta all’uomo di dominare la natura, ma il conseguimento della beatitudine, della felicità.
L’emendazione consiste nell’elevazione al grado più alto di conoscenza, superando tutti quelli inferiori. I gradi di conoscenza distinti da Spinosa sono:
    le percezioni ottenute per sentito dire
    le percezioni ottenute basandosi su una vaga esperienza
    le percezioni ottenute quando si attribuisce ad un effetto una causa e viceversa
    la percezione della vera essenza delle cose.
L’ultima consiste nell’intuire la vera essenza di una cosa, ottenuta tramite la divisione delle idee vere da quelle false in modo da avere una conoscenza chiara e distinta.
La prima intuizione è quella di Dio, sostanza indefinibile, assoluta, unica, un ordine necessario poiché tutta la realtà coincide con Dio e che, quindi, è natura, presente in tutte le cose (panteismo).

Nell’ “Ethica” Spinoza critica due aspetti della filosofia di Cartesio: il dualismo cartesiano e il concetto di sostanza. Cartesio divide la sostanza in res cogitans e in res exstensa, ma per Spinoza per sostanza si può intendere solamente Dio. La sostanza è una, infinita, necessaria e libera. E’ necessaria perché non può essere diversa da quella che è, ed è libera perché è unica, non c’è niente al di fuori di lei.
Dio è la sostanza che ha infiniti attributi (proprietà della sostanza) che esprimono la sua essenza infinita e tutto ciò che non è sostanza sono i modi, le sue modificazioni, gli aspetti che essa assume in particolari casi. Dio quindi è causa di tutte le cose e pertanto esse conseguono da lui necessariamente seguendo un ordine matematico e razionale. Dio è causa immanente, cioè all’interno delle cose; Dio è libero nel senso che non può subire costrizioni, cioè possiede la libera coazione, ma non la libertà da necessita perché causa tutte le cose necessariamente. Perciò le cose non possono stare senza Dio e Dio non può stare senza le cose; pertanto si parla di determinismo, cioè ogni cosa è rigidamente determinata e necessita ad essere ciò che è.

Degli infiniti attributi di Dio l’uomo, che ha un intelletto finito, ne conosce solo due: la materia e lo spirito. Tra di essi vi è una corrispondenza, un parallelismo psicofisico, ovvero che ciò che penso corrisponde alla realtà.

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