pser di pser
Ominide 5819 punti

ETICA DI SPINOZA

Spinoza tratta dell’etica vera e propria, ossia come l’uomo si deve comportare: anche qui lo stampo panteistico della sua dottrina è evidente in quanto se tutto è regolato ed è sottomesso a un ordine necessario vuol dire che tutto è già stato deciso ed è impossibile sovvertire tale ordine geometrico, che poi non sarebbe più tale se l’uomo è libero di decidere della propria esistenza: secondo Spinoza il libero arbitrio non esiste, è un’illusione. Anche qui però si viene a creare quello che potremmo definire un vero paradosso etico in quanto se è vero che tutto è già stato deciso perché l’uomo si deve comportare in un modo, rispettando quelle che sono le regole basilari del vivere comune? Secondo Spinoza l’uomo per vivere comunque bene deve liberarsi delle passioni grazie alla forza dell’intelletto, in quanto egli può essere superiore alle passioni e non farsi determinare da esse: il consiglio di Spinoza si traduce in una ripresa della dottrina stoica dell’inutilità dell’affannarsi.

Anche però l’affermazione del non affannarsi e dell’accettare ciò che il destino prospetta all’uomo presuppone una capacità decisionale, altrimenti sarebbe nuovamente inutile dire che l’uomo si deve ci comportare in un modo rispetto che in un altro: l’esito però dell’etica spinoziana è soggetto ad una contraddizione legata al libero arbitrio: l’etica quindi sembra non avere più senso in tale ottica così come i consigli dati da Spinoza per liberarsi dagli affanni e per accettare il destino. Anche lui, ha accettato, seguendo l’esempio che aveva offerto nell’Etica ordine geometrico demonstrata, la vita senza ribellarsi ma subendo passivamente ogni cosa

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email