Mongo95 di Mongo95
Ominide 2075 punti

L’idea cardine del sistema spinoziano è Dio. Dio è il tutto, e fuori di Dio non c’è nulla. Dio è l’ordine necessario del tutto. L’esposizone prende la forma di un vero e proprio trattato di geometria, cioè costruito secondo il metodo espositivo in uso nella scienza più certa e rigorosa: la geometria euclidea: Etica dimostrata secondo il metodo geometrico. È il metodo deduttivo, che parte da definizioni, da cui sono ricavate, in modo certo e necessario, le proposizioni e le dimostrazioni.
Spinoza adotta il metodo geometrico sia perchè condivide la credenza nella superiorità della matematica sulle altre forme di conoscenza, sia soprattutto perchè è convinto che l’ordine geometrico sia l’ordine effettivo dell’intera natura.
Alla base della trattazione vi è il concetto di sostanza. Critica Cartesio, che aveva lasciato irrisolta un’ambiguità formale: aveva chiamato sostanza anche la res cogitans e la res extensa, anche se in senso secondario rispetto a Dio. Spinoza afferma che è contraddittorio chiamare sostanza ciò che per esiste non ha bisogno di null’altro se non di se stesso e, allo stesso tempo, dire che sono sostanze anche le cose create che per esistere hanno bisogno del concorso di Dio. Spinoza afferma quindi che esiste una sola sostanza: Dio. È sostanza ciò che per esistere non ha bisogno di nessun’altra realtà e per essere concepita non ha bisogno di nessun altro concetto. Solo Dio è causa di sé, nel senso che la sua essenza implica necessariamente l’esistenza. La sostanza è, in quanto tale, infinita, una e indivisibile, poichè altrimenti dipenderebbe da qualcosa di esterno. La res cogitans e la res extensa, se non sono sostanze, sono allora attributi di essa, proprietà attraverso cui la sostanza si esprime al nostro intelletto. Essendo infinita, la sostanza ha attributi infiniti, ma la res cogitans e la res extensa sono gli unici che gli uomini possono conoscere. Il dualismo cartesiano di pensiero ed estensione va quindi rifiutato: pensiero ed estensione sono solo due aspetti di un’unica realtà. I singoli pensieri e le singole cose estese sono modi particolari in cui gli attributi si manifestano. Nessuna cosa finita è sostanza, neppure l’uomo, la cui essenza è costituita da un modo del pensiero e da un modo dell’estensione, ossia da un’idea e da un corpo. Spinoza nega la sostanzialità delle cose finite al punto di considerare la mente soltanto come l’idea del corpo. La mente è solo la conoscenza degli stati corporei. Ne consegue che va completamente abbandonata la concezione tradizionale dell’anima come sostanza immortale.

La sua concezione di Dio è del tutto incompatibile con quella della tradizione. L’essenza divina non è costituita soltanto dal pensiero, ma anche dall’estensione. Il Dio di Spinoza quindi non è il Dio della tradizione biblica. Il mondo non è creato da Dio per libera scelta come sostanza separata, ma procede necessariamente da Dio, il quale è causa immanente di tutte le cose. In questo consiste il panteismo spinoziano, nel Deus sive natura.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email