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Concetti Chiave

  • Schopenhauer critica Hegel, definendolo un avvelenatore di menti, mentre ammira Kant, da cui trae ispirazione per la sua opera principale.
  • Il mondo è una rappresentazione costruita dal soggetto che percepisce, riprendendo il concetto kantiano di fenomeno, senza un'esistenza indipendente.
  • Il corpo gioca un ruolo fondamentale nella filosofia di Schopenhauer, essendo sia una rappresentazione che un'espressione immediata della volontà, l'essenza del mondo.
  • La volontà è descritta come unica, cieca, irrazionale e insoddisfatta, generando una vita di lotta e insoddisfazione continua per l'essere umano.
  • Per sfuggire al dolore e alla noia, Schopenhauer propone di estirpare il volere e trasformare la voluttas in noluttas, poiché la volontà è la causa della sofferenza.

“Il mondo è una mia rappresentazione, questa è una verità valida per ogni essere vivente, ma di cui solo l’uomo è capace di prendere coscienza in modo astratto e riflesso” 

Vita

Indice

  1. Critica a Hegel e ammirazione per Kant
  2. Il concetto di rappresentazione
  3. Il soggetto e l'oggetto secondo Schopenhauer
  4. La lotta della volontà e il dolore umano

Critica a Hegel e ammirazione per Kant

Studia in concomitanza con Hegel, me poi le loro strade si dividono ed insegneranno in diversi corsi. Schopenhauer critica il sistema di Hegel.
Scrive nel 1819 “il mondo come volontà e rappresentazione”, di ispirazione kantiana.
Scrive “Parerga e Paralipomena” che si caratterizza per i numerosi aforismi che la compongono.
La filosofia di Schopenhauer è fortemente pessimista, e riflette il pensiero di Leopardi (critico De Santis) e di molti scrittori esistenzialisti.

• Critica ad Hegel 

Insulta Hegel e sostiene che sia un avvelenatore di menti. Mentre ammira Kant e si ispira ad esso per la sua prima opera.
Dedica un capitolo a Hegel “l’arte di insultare”.

•Il mondo come volontà e rappresentazione

Il concetto di rappresentazione

Il mondo è una rappresentazione data da un soggetto che conosce con un oggetto che è conosciuto.( Il mondo è fatto dalla rappresentazione che B (soggetto che conosce) fa di A(oggetto conosciuto)
Ciò che il filosofo vede con chiarezza è che non esiste ne il sole ne la terra ma solo un occhio che vede il sole e una mano che tocca ala terra.
Non esiste il mondo se non in relazione con un soggetto che lo percepisce, non c’è mai l’in sé.
Non vi è un mondo al di là di un soggetto che percepisce l’oggetto.
Ciò riprende il concetti di fenomeno di Kant: il mondo è un fenomeno.
Il soggetto non è conosciuto, ma l’oggetto è conosciuto attraverso delle forme a priori: lo spazio, il tempo e il principio di causa (non più le 12 categorie).

Il soggetto e l'oggetto secondo Schopenhauer

Il soggetto ordina il mondo attraverso le forme a priori ed attraverso un rapporto di causa-effetto. 
•Schopenhauer afferma il rapporto tra soggetto e oggetto per questo:
- non è idealista perché l’idealista riduce l’oggetto ad un prodotto del soggetto

- non è materialista perché il materialismo nega il soggetto
- non è realista perché il realismo afferma che esiste l’oggetto indipendentemente dal soggetto

Per lui esistono due realtà che si incontrano.

Non vi è una forte differenza tra il sogno e realtà, perché quello che si conosce è il fenomeno.
Egli descrive il fenomeno come il “velo di Maya”,dove Maya è una dea indiana che con il suo velo copre l’essenza della realtà. L’essenza della realtà è il noumeno.
Schopenhauer afferma però che vi è un passaggio segreto per capire l’essenza della realtà: questo modo è il nostro corpo.
Noi siamo dati a noi stessi in due modi: siamo un fenomeno tra i fenomeni, siamo una rappresentazione tra le rappresentazioni. Il nostro corpo è una rappresentazione che capisco attraverso le forme a priori.
Però il mio corpo non è solo mediato dalle forme a priori, ma io conosco immediatamente (=senza mediazioni). Il copro è espressione immediata dell’essenza, che è volontà.
Ogni movimento del corpo è la manifestazione oggettivata fenomenica di un atto di volontà. Grazie al corpo sappiamo cosa siamo, ovvero volontà. Attraverso esso si prova piacere e dolore, che sono manifestazioni fenomeniche della volontà.
Provo dolore quando non realizzo la mia volontà, provo piacere quando invece la realizzo.
L’essenza del mondo è quindi la volontà.
La volontà è:

-prima delle forme a priori e al di là di esse, perché solo il fenomeno dipende da esse

-unica e indivisibile, ogni fenomeno è una manifestazione dell’essenza del mondo, che però allo stesso è unica e indivisibile

-cieca e senza scopo, perché non riposte al principio di causa ne ai principi di causa e tempo

-irrazionale e insoddisfatta, perché essendo volontà vuole e continuerà a volere e ogni cosa che otterrà non la soddisferà. Ogni volta che essa raggiunge qualcosa questa si rivela un’illusione.
La noia è il segno dell’insoddisfazione—> la vita è un pendolo che oscilla tra noia e dolore.

La lotta della volontà e il dolore umano

Ogni manifestazione è in lotta con le altre per affermarsi sulle altre. Quindi la vita è una lotta fisica (calamita-ferro) e metafisica.
La differenza tra l’uomo e le altre manifestazioni è che l’uomo è la manifestazione più alta di tutta, infatti raggiunge l’apice del dolore, cosciente che sia ordinato dalla volontà. Siccome la volontà non è mai soddisfatta l’uomo proverà sempre dolore.
L’uomo non è mai felice, si quieta per poco tempo ma riemergerà sempre la noia.
Non vi è altra possibilità se non smettere di volere. Bisogna estirpare il volere e trasformare la voluttas in noluttas.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione di Schopenhauer riguardo alla rappresentazione del mondo?
  2. Schopenhauer sostiene che il mondo è una rappresentazione creata da un soggetto che conosce un oggetto, affermando che non esiste un mondo al di là della percezione del soggetto (come indicato nel suo lavoro "Il mondo come volontà e rappresentazione").

  3. Come si differenzia il pensiero di Schopenhauer da quello di Hegel?
  4. Schopenhauer critica aspramente Hegel, definendolo un "avvelenatore di menti", e dedica un capitolo a lui, mentre ammira Kant e si ispira al suo pensiero per la sua filosofia (come evidenziato nella sua opera "Parerga e Paralipomena").

  5. Qual è il ruolo del corpo nella filosofia di Schopenhauer?
  6. Il corpo è visto come un'espressione immediata dell'essenza, che è la volontà. Attraverso il corpo, l'individuo conosce se stesso e sperimenta piacere e dolore, manifestazioni fenomeniche della volontà (come descritto nel concetto del "velo di Maya").

  7. In che modo Schopenhauer descrive la volontà?
  8. La volontà è considerata unica, indivisibile, cieca e irrazionale, sempre insoddisfatta e in continua ricerca di soddisfazione, portando l'individuo a oscillare tra noia e dolore (come spiegato nella sua analisi della vita umana).

  9. Qual è la condizione umana secondo Schopenhauer?
  10. Schopenhauer afferma che la vita è una lotta costante e che l'uomo, essendo la manifestazione più alta della volontà, sperimenta un dolore profondo e duraturo, con la possibilità di trovare sollievo solo smettendo di volere (come evidenziato nella sua riflessione sulla lotta della volontà).

Domande e risposte

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