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Vita


nacque a Danzica (al tempo tedesca ed attualmente in Polonia)
fu avversario dell'accademia e considerò la filosofia come saggezza rivolta agli esseri umani, piuttosto che mero saper teoretico, in termini anti-speculativi.
la sua filosofia viene considerata "irrazionalistica" in quanto considera la ragione come un inganno, un'illusione che serve a nascondere agli esseri umani una verità celata.
Con Schopenhauer inizia la tendenza filosofica del nichilismo ovvero di coloro negano che ci sia l'essere e affermano che ci sia soltanto il nulla; tutto è un caos disordinato, privo di senso e vano.
Non ebbe mai una carriera accademica vera e propria, in un primo momento tentò ma invano, essendo costantemente in competizione con le lezioni di Hegel che riscuotevano molto più successo; fu d'orientamento anti-hegeliano rifiutandone l'ottimismo.

Filosofi di riferimento:



    Kant --> fenomeno-noumeno
    Platone --> idee come paradigmi delle cose
    Spirito filosofico orientale --> nomi di dei del pantheon indiano e concetti orientalizzanti (precetti del buddismo ad es.)

Come Kant, rifiuta la distinzione tra oggetto e soggetto ed accetta la distinzione tra fenomeno e noumeno: ciò che ci appare è la rappresentazione; la cosa in se (noumeno) è ciò che è veramente il mondo; il fenomeno per Schopenhauer però non è soltanto il modo in cui le cose si presentano ai nostri occhi, ma anch'essa una mera apparenza; questa illusione dipende dal fatto che la nostra conoscenza si basa su spazio, tempo e causalità, perciò tutto quello che si presenta ai nostri occhi con queste categorie ci appare come vero.
per spiegare ciò, Schopenhauer utilizza la metafora del "VELO DI MAYA", divinità ingannatrice del pantheon induista, la quale inganna gli uomini mettendo davanti i loro occhi un velo dipinto di una realtà che occulta una realtà molto più pronta e veritiera di quella a noi presentata, ovvero il fenomeno.
noi esseri umani non abbiamo nessuno strumento per lacerare il velo di Maya, se non una realtà corporea che ci svela una realtà più profonda, qualcosa di oltre.

Volontà di vivere


La "volontà di vivere" è ciò che c'è veramente, la cosa in se meglio detta noumeno; la sentiamo in noi ed in tutto quello che ci circonda; ogni qual volta facciamo qualsiasi cosa, avvertiamo la forza del desiderio.
essa sfugge alle categorie kantiane poiché non è una rappresentazione, e poiché sfugge alle categorie sfugge al principio di individuazione e non la avvertiamo come una sostanza o una cosa nel tempo e nello spazio.
la volontà di vivere è:

    inconscia: poiché c'è ma non la percepiamo.
    unica: poiché è una cosa sola che si manifesta a sa volta in individui singoli.
    eterna: poiché non ha mai fine.
    incausata: poiché non ha una causa prima.
    senza scopo: poiché non ha un fine.

per concretizzarsi, essa si materializza in una serie crescente di forme concrete, dalle idee di tipo platonico, fino agli esseri materiali.
l'essere umano sta proprio a metà di questa gerarchia: condivide le idee con i paradigmi eterni, condivide la materialità con le cose più elementari, è anima e corpo.
questa incarnazione della volontà fa sì che tutto soffra poiché tutto è in funzione del passaggio di questa energia che scorre, ogni essere si nutre di altri esseri e quindi tutto soffre(da qui notiamo il totale pessimismo di Schopenhauer)
gli esseri, essendo coscienti, riflettono sulla loro condizione di sofferenza e quindi soffrono più di tutti.
per sopperire a tale condizione gli uomini si sono imposti delle menzogne per raggiungere il piacere che si pone per noi come un obiettivo da raggiungere sebbene esso sia soltanto un ente negativo in quanto negazione momentanea del dolore. Dice Schopenhauer: " la vita è un pendolo che oscillatra noia e dolore"
in quanto esseri desideranti, se i nostri desideri non si avverano soffriamo, in caso contrario, incorriamo nella noia e passiamo suito alla ricerca dell'adempimento del nostro prossimo desiderio.
menzogne:


    menzogna dell'amore: il sentimento dell'amore non esiste, esiste soltanto la necessità di accoppiarsi per perpetuare il flusso della volontà di vivere
    menzogne che nascondono interessi celati: come l'ottimismo sociale secondo il quale l'uomo è naturalmente spinto a creare comunità (Hume e Rousseau), per Schopenhauer ciò avviene soltanto per paura e si attua per ricavarne utile; l'associazione è soltanto un modo per ricavare utile.
    storicismo: secondo Schopenhauer la storia ha delle leggi proprie e scopi specifici, come lo svolgimento progressivo per arrivare a qualcosa /es. la libertà di un popolo); nega inoltre che esista un disegno razionale, dice: "niente di nuovo sotto il sole" ad indicare che la storia è un ciclo che si ripete cambiando soltanto i costumi. Alla storia egli sostituisce la "filosofia della storia" la quale riflette l'eterno ripetersi del destino umano.

L'unico obiettivo catartico che l'uomo può perseguire è quello di abolire la volontà di vivere --> NOLUPTAS
il cammino catartico è composto da vari elementi:


    arte: progressiva liberazione dal corpo con la contemplazione della bellezza che libera lo spirito dai corpi. l'arte più importante è la musica proprio perché sfugge più di tutte le altre alla rappresentazione non riproducendo una realtà ma esprimendosi attraverso una serie di forme pure universali.
    Etica: sta ad un gradino ancora più alto della musica, al centro di essa vi sta la pietà, ovvero la comprensione del pathos altrui, attraverso essa comprendiamo che tutto soffre.
    ascesi: si pone ad un gradino ancora più alto della musica e dell'etica, è il vero e proprio rifiuto del desiderio per arrivare al nirvana, nella contemplazione del nulla in cui tutto consiste; una volta arrivati ad essa, si ha la cessazione della volontà.

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