Vita

Arthur Schopenhauer nacque a Danzica nel 1788 e dal 1809 conobbe il filosofo Schulze, Platone, Kant, Fichte e Schleiermacher, anche se fu ispirato dalla filosofia di Hume. Nel 1813 si laureò in filosofia e cominciò a insegnare nelle università più prestigiose. Tra il 1814 e il 1818 scrisse la sua opera più importante: "Il mondo come volontà e rappresentazione" formata da 4 libri.
Morì a Francoforte nel 1860.

Pensiero

Per la sua opera prende spunto da:
-platonismo (se la voluntas rende infelice, bisogna realizzare la noluntas attraverso la virtù che si realizza attraverso la castità per realizzare l'agape, la povertà che è una forma di rinuncia, la solitudine per studiare meglio l'uomo e l'insuccesso per non sbagliare);
-Kant (la teoria della conoscenza secondo la quale noi possiamo conoscere solo i fenomeni; per questo non vi è l'esaltazione della scienza poiché i rapporti tra fenomeni sono rappresentazioni=il mondo esiste solo per l'occhio che lo guarda);

-religioni orientali (l'arte si delinea in architettura dove si percepiscono i dati materiali della realtà, in pittura e in scultura dove si colgono le forme superiori e l'uomo ha intuizione delle idee, in poesia e nella tragedia dove la volontà si manifesta e nella musica dove vi è l'oggettivazione della volontà).
Irrazionalismo: l'essere che opera senza scopo.
Pessimismo: il mondo fenomenico è solo apparenza e la vera essenza del mondo è la volontà, una forza cieca che spinge gli uomini alla sofferenza.
Rappresentazione: atto conoscitivo che in Schopenhauer ha due polarità: il soggetto che guarda il mondo e l'oggetto che è la rappresentazione del soggetto. Sulla scia di Kant, Schopenhauer distingue fra piano empirico e piano intelligibile poiché la volontà è determinata sia dall'esterno che dell'individuo stesso; per questo la liberazione etica inizia con l'abbandono dell'impulso di autoaffermazione e con la scoperta della compassione (conoscenza che si traduce in atti di benevolenza nei confronti del prossimo. La compassione nasce dal superamento del principium individuationis, ossia attraverso l'intuizione immediata della volontà come unificatrice del tutto). L'ultimo passo della liberazione è l'abbandono della volontà di vita che porta:
- alla santità (liberazione della sofferenza attraverso la consapevolezza che l'essenza del mondo è la volontà);
-alla noluntas (stadio di completo distacco dal mondo).

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