loddy di loddy
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Arthur Schopenhauer (1788 – 1860)



Caratteristiche del pensiero


- È anti-hegeliano
- Condivide alcuni temi romantici come il tema dell’infinito
- È pessimista e irrazionale
- Secondo lui nel mondo tutto soffre
- È influenzato dalla filosofia indiana e buddista
- Nella sua filosofia rientra l’idealismo platonico, l’illuminismo naturalistico e l’ironia di Voltaire.
- Ateo
Per Schopenhauer occorre squarciare il velo di Maya, cioè oltrepassare le apparenze per (che costituiscono il fenomeno) e trovare il noumeno, cioè la volontà di vivere.
La volontà di vivere è infinita, irrazionale, senza provvidenza, dolorosa, indivisibile, cieca, si sottrae al principio di individuazione, unica.
Una volta raggiunto il noumeno è possibile liberarsi dal dolore, cioè dalla volontà di vivere.
Come? - Il suicidio non è un’opzione. Secondo S. chi si suicida non nega la vita, ma vorrebbe una vita diversa, e quindi non fa altro che affermare la sua volontà di vivere.
Le vie della liberazione dal dolore, dalla volontà di vivere per Schopenhauer sono 3:
- Arte (in particolare la musica)
- Etica della compassione
- Ascesi
La sua opera più importante “Il mondo come volontà e rappresentazione”


Il mondo come rappresentazione


Il fenomeno è una rappresentazione che esiste solo nella coscienza dell’uomo. Il mondo ha due aspetti inseparabili: soggetto rappresentante e oggetto rappresentato. Soggetto e oggetto non possono esistere indipendentemente, ma solo insieme. Per Schopenhauer le forme a priori sono tre: spazio, tempo e causalità.
Il mondo come volontà
Se il mondo fosse solo ciò che sta sopra il velo di Maya, sarebbe un sogno. Il mondo invece è anche noumeno. L’uomo come corpo viene collocato nel mondo e sottoposto alla causalità. Il corpo è soprattutto volontà (cosa in sé) e si sottrae quindi al principio di individuazione. Nella manifestazione delle forze della natura si nasconde la volontà di vivere. Secondo Schopenhauer c’è una gerarchia. Si parte dalle forze fisiche, per arrivare al mondo vegetale, poi agli animali, infine agli uomini che sono coloro che soffrono di più, che sentono di più la volontà di vivere.
Per Schopenhauer il piacere è uno stato negativo, poiché è soltanto un momentaneo appagamento del dolore. La vita è contemporaneamente tremenda e incantevole perché è un continuo oscillare tra dolore e aspirazione di liberarsi dal dolore. Il dolore è un fatto universale, che cresce con il crescere della percezione.
(“Il mondo è un inferno. Gli uomini sono a vicenda anime dannate e demoni”)
Arte
È una liberazione solo temporanea. Rappresenta la contemplazione delle cose nel loro carattere ideale. L’arte libera l’uomo dalla sofferenza solo per l’arco di tempo in cui l’uomo si perde nella contemplazione. Appena riprende i sensi comincia a soffrire.
Secondo Schopenhauer esiste una gerarchia delle arti. L’arte più importante è la musica (che lui definisce filosofia inconscia)
Etica della compassione (pietas, comprensione intuitiva dell’unita)
La pietas, la compassione ha il potere di eliminare la malvagità, che è ciò che rende nemici, dall’animo umano. Occuparsi dei bisogni degli altri, aiuta a dimenticarsi dei propri, e a non provare dolore. La pietas è caratterizzata da due azioni:
- Giustizia (negativa, perché significa trattenersi dal compiere un’azione)
- Carità (positiva, perché significa aiutare l’atro nel suo dolore)

Ascesi


La negazione di ogni elemento del mondo fenomenico permette di raggiungere la liberazione definitiva dalla volontà di vivere. La voluta diventa nolutas (= negazione della volontà di vivere). Il primo passo per l’ascesi è la castità perfetta. Essa libera dall’impulso della generazione, quindi dall’illusione dell’amore.
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