Mongo95 di Mongo95
Ominide 6642 punti

L'oggettità


Ogni realtà per noi percepibile come Rappresentazione, oggetto sensibile che dunque a noi uomini ed esseri si manifesta a partire dalla originale, universale e unica Volontà è sempre tale nelle dimensione fondamentali dello spazio e nel tempo, coordinate che fungono da “principio di individuazione” per la conoscenza dell'uomo comune. D'altro canto, scavando a fondo fino al fondamento del reale, cioè la Volontà, essa è invece Una e unica, ma non come unità dell’oggetto che risulta tale in contrasto ad una pluralità, oppure nella misura in cui si qualifica in astrazione da essa; la Volontà del tutto fuori da ogni possibile molteplicità ontologica. Solo chiarito ciò si può comprendere appieno la dottrina di Kant, forme della conoscenza che non riguardano la cosa in sé ma la cosa per me.
Schopenhauer adotta una terminologia kantiana proprio dove va a specificare la specificità della sua teoresi. La Volontà è la cosa in sé, ed essendo tale la terminologia kantiana fino ad un certo punto va bene: elemento imperscrutabile. Ma solo e soltanto per la conoscenza raziocinante di carattere rappresentativo. Se non è possibile cogliere la Volontà con la conoscenza comune rappresentativa, come è allora possibile farlo, considerato che la conoscenza secondo ragione non è adeguata allo scopo?
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Schopenhauer, Arthur