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Il mondo delle volontà particolari


Per Schopenhauer, il nostro mondo caratterizzato dalla dimensione della frammentazione e del dolore è il livello più basso dell'esistente, cioè il mondo delle volontà particolari, che in tal misura ci fornisce un'ottica della primigenia e originaria cosa in sé da un primo e provvisorio punto di vista, ma non la Volontà nella sua forma di unicum e assoluto, ma essa nella sua oggettità, in una prospettiva confliggente e concreta di diverse volontà frammentate. Come in Kant, che parlava di male radicale, ciò lo fa anche Schopenhauer, ma in senso molto diverso e legato al mondo fisico. Il male radicale, causa di tutti gli altri mali possibili, è la singola volontà dell’individuo separato dagli altri nella sua pulsione auto-affermativa di vita. Questa la colpa che ciascuno di noi porta inconsciamente con sé dalla nascita, la dipendenza dalla volontà auto-affermativa, che consiste in stato di schiavitù in cui la Volontà è dispersa in un’infinità di individui, tutti in opposizione tra di loro. Man mano che la conoscenza si libera, adempie sempre più al suo vero compito di ristabilire l’unità della volontà. Cioè l’estinzione della volontà separata nella coscienza piena. Tutto ciò che vi è di grande e nobile nella vita umana è negazione di questo voler vivere autocentrato e egoistico.
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