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Il Genio


L’arte è la contemplazione indipendente dal principio di ragione, in contrapposizione alla conoscenza rappresentativa. L’essenza del genio è un’attitudine fuori dalla norma a questa forma di contemplazione. Non c’è genialità senza auto-esproprio dell’Io e del Sé. Il genio è il più alto grado di oggettità, perde di vista il proprio interesse, volontà e fini e auto-estraniarsi completamente dalla propria personalità individuale. La dimensione conoscitiva pura dell’idea, e questo non solo per pochi istanti, ma durevolmente e con tanta coscienza quanta necessaria per riprodurre poi nell’opera artistica questa concezione. In tal modo il genio si libera non soltanto dalla conoscenza rappresentativa propria dell’ordinario, ma si libera soprattutto dalla volontà propria, cioè perché non soggiace più alle manifestazioni conflittuali della volontà, al punto che alla fine è un soggetto sciolto dalla volontà propria e lucido specchio dell’essenza del mondo. L’arte è liberazione dal dolore perché ci sottare per un momento dalla schiavitù della propria volontà individuale, intuendo la realtà nei suoi archetipi ideali. Con la vera arte si risale al prelogico, non razionale, ma essa non è soltanto questa apertura, ma proprio grazie a ciò è possibilità terapeutica. Ad un primo livello ci si sottrae dalla volontà individuale auto-affermativa egotica.
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