Concetti Chiave
- La musica è considerata da Schopenhauer un linguaggio universale, privo di riferimenti concreti.
- Essa rappresenta non solo idee, ma la volontà universale, fungendo da oggettivazione diretta di questa volontà.
- Schopenhauer distingue diversi gradi di armonia nei suoni, correlati ai livelli della volontà e della natura inorganica.
- I suoni acuti e rapidi derivano da vibrazioni profonde, mentre i bassi rappresentano la massa bruta con movimenti pesanti.
- La melodia è vista come un linguaggio del sentimento, trasformando la musica in un vero e proprio discorso emotivo.
Le diverse arti corrispondono ai vari gradi di oggettivazione della volontà.
La musica come linguaggio universale
Schopenhauer dedica uno spazio particolare alla musica, distinta dalle altre arti, perché in essa non è più rintracciabile nessun riferimento al mondo concreto e il suo linguaggio è universale. La musica, però occupa un posto a sé soprattutto perché costituisce la rappresentazione non delle idee, ma della stessa volontà universale, ne è diretta oggettivazione, allo stesso livello delle idee.
I suoni e la volontà universale
Nei suoni Schopenhauer riconosce più gradi dell’armonia, i gradi della volontà, la massa del pianeta e la natura inorganica. I suoni acuti, rapidi sono da considerare sorti dalle vibrazioni di un suono profondo. Il basso fondamentale è quello che si muove in modo più pesante e non è altro che il rappresentante della massa bruta : il suo salire e discendere si fa solo per grandi passaggi.
Più veloci si muovono le parti più elevate, che corrono parallele al mondo animale. Soltanto nella melodia la musica diventa discorso, linguaggio, non della ragione, ma del sentimento.
Domande da interrogazione
- Perché Schopenhauer considera la musica un linguaggio universale?
- Qual è il significato dei suoni secondo Schopenhauer?
- In che modo la melodia si differenzia dagli altri aspetti della musica?
Schopenhauer distingue la musica dalle altre arti perché non ha riferimenti al mondo concreto e rappresenta direttamente la volontà universale, rendendola un linguaggio universale (come indicato nel testo).
Schopenhauer riconosce nei suoni diversi gradi di armonia che riflettono la volontà, con suoni acuti e rapidi che emergono da vibrazioni più profonde, mentre il basso fondamentale rappresenta la massa bruta (come descritto nel testo).
Nella melodia, la musica diventa un discorso e un linguaggio che esprime sentimenti piuttosto che ragione, distinguendosi così dagli altri aspetti musicali (secondo quanto affermato nel testo).