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Essenza monistica del mondo


Che cos’è l’essenza del mondo, secondo Schopenhauer, che rifiuta completamente le visioni precedenti di dualismo filosofico? È Volontà. E cos’è la sua manifestazione nel mondo a noi percettibile come esseri umani dotati di sensi? Espressione di Volontà. La sua Rappresentazione. Tutti i filosofi della storia, compreso lo stesso Kant, si erano fermati alla superficie della Rappresentazione, con l’Essere in sé che è pensabile ma non conoscibile. Invece l’essenza è Volontà, di cui tutto è manifestazione. Tutti i filosofi hanno anche compiuto un errore più grave, cioè confondere l’essenza con la superficie, tranne Kant, che però si è fermato all’apparenza, dichiarando inconoscibile l’essenza. Tutto il percorso teoretico di Schopenhauer è orientato a ricercare il principio ultimo delle cose, la loro vera essenza, che nessuno ha saputo cogliere, o perché non si è interrogato, ritenendolo inattingibile, o perché lo ha completamente travisato (l’Idealismo tedesco). Non sono due mondo opposti, Volontà e Rappresentazione, ma l’uno la manifestazione dell’altro. Risulta chiaro che la riflessione di Schopenhauer si gioca interamente tra questi due poli, e deliberatamente il testo Mondo come volontà e rappresentazione intende essere riscrittura della cosa in sé e del fenomeno di Kant.
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