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Corpo come Körper e Leib


Lo strumento conoscitivo della Volontà è il nostro corpo. Perché noi abbiamo due dimensioni corporali, a detta di Schopenhauer: la prima è esternalizzabile e esternalizzata e si tratta del corpo inteso con il termine tedesco di "Körper". Ma esiste anche la dimensione del corpo vissuto, qualificata nel termine "Leib", una dimensione che è unicamente e spiritualmente condizionata dalla Volontà. Grazia ad esso cogliamo che tutto è Volontà. Ogni atto volitivo è subito visibile come atto del corpo, ogni azione del corpo è atto di volontà. Quindi si può cogliere l’essenza di tutto ciò che è [come si può leggere nel testo "Mondo come volontà e rappresentazione", precisamente nel Libro II paragrafo 18]. Il corpo assume una centralità assoluta nella riflessione di Schopenhauer, assume centralità gnoseologica, l’uomo non è soltanto animale razionale capace di conoscenza rappresentativa, ma è essenzialmente il suo corpo. L’uomo è un animale volitivo e auto-affermativo della propria volontà di vivere. Quasi una centralità onto-gnoseologica, cioè una conoscenza che ci porta all’Essere. Il corpo è il segno della rottura di Schopenhauer con tutta una tradizione filosofica che coglie il fondamento nella razionalità umana, o addirittura collocava la Ragione come fondamento in quanto tale.
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