Schopenauer: la volontà di vivere


Per Schopenauer, la realtà che si manifesta con i fenomeni che possiamo rappresentare si fonda sulla forza vitale, chiamata volontà.
Ogni fenomeno corporeo è riconducibile alla volontà di vivere. Se attraverso la conoscenza non si riusciva ad arrivare oltre la realtà rappresentata, ora possiamo andare oltre la realtà soggettiva e sensibile e cogliere la volontà di vivere che ci caratterizza.
La volontà di vivere sfugge alla rappresentazione e per questo ha caratteristiche opposte; infatti essa è
- unica (non è soggetta alla rappresentazione a spazio e tempo che la renderebbero individuale),
- irrazionale (non ci si arriva attraverso la ragione e la rappresentazione; è una forza cieca è libera che agisce e spinge a piacere senza scopi e fini),
- eterna (è fuori dal tempo) ed
- immateriale (non accessibile in modo sensibile).
Schopenauer fa delle riflessioni che portano una frattura all’interno del pensiero occidentale.
Nietzsche considererà una parte del pensiero di Schopenauer come l’unica parte da salvare all’interno della filosofia occidentale anche se non condivide l’esito finale del suo discorso.
Schopenauer, infatti, ha una visione pessimista dell’uomo e della realtà che può essere superata solamente allontanandosi dalla vita e dal mondo.
Secondo Nietzsche, al contrario, l’uomo deve immergersi nella vita e seguire le passioni (spirito dionisiaco).
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