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L'età del Romanticismo in Germania


Caratteri generali dell'età romantica

Il romanticismo è una corrente culturale che nasce in Germania intorno al 1795 e perdura fino al 1830 e che poi si diffonde anche in Inghilterra, Francia, Italia e Spagna proseguendo fin oltre la metà dell’Ottocento.
Siccome il romanticismo è una corrente letteraria complessa ed eterogenea, è possibile individuarne alcuni temi condivisi dai suoi esponenti che sono stati definiti dagli storici come i caratteri generali del romanticismo; essi sono:

    1. La polemica contro il razionalismo illuministico.


    Infatti, i romantici non esaltano più la ragione come avevano fatto gli illuministi, e le contrappongono facoltà quali:

      a. Il sentimento che coglie in maniera intuitiva ciò che sfugge all’indagine razionale.
      b. L’istinto che indica in maniera immediata all’uomo quali sono le ragioni che lo por-tano a compiere una scelta.
      c. La passione che è il movente di tutte le azioni umane.

    I Romantici giungono addirittura a sostenere che la ragione discorsiva sia una forma inade-guata di conoscenza.

    2. La riscoperta del valore della soggettività.


    Durante il romanticismo acquisisce un ruolo primario il singolo, ossia l’individuo, rispetto alla collettività in quanto ogni persona è un soggetto unico e irripetibile, diverso da tutti gli altri, che, come tale, per realizzarsi, tende a ricongiungersi all’infinito, nei confronti del quale prova nostalgia in quanto l’uomo, poiché dotato d’anima, è parte dell’infinito, pur essendo però fini-to, in quanto dotato di corpo, e mortale.

    3. La rivalutazione della religione.


    Nel romanticismo la religione ritorna ad essere considerata come una forma di sapere importante, seconda solo alla filosofia, in quanto in grado di permettere all’uomo di cogliere l’assoluto, cioè Dio. Due sono gli atteggiamenti dei filosofi romantici nei confronti della religione:

      a. Teismo. Consiste nel fatto che molti filosofi professano religioni rivelate;
      b. Panteismo. Atteggiamento religioso dei primi filosofi greci. Consiste nel credere che Dio dia il principio immanente della natura.

    4. La nuova concezione della natura.


    Nel romanticismo si afferma una nuova concezione della natura rispetto a quella sostenuta durante l’illuminismo. Infatti, gli illuministi (ex. Kant) avevano sostenuto una concezione organicistica e meccanicistica; i romantici, invece, sostengono una concezione vitalistica della natura in quanto in essa esiste un principio vitale intrinseco che la rende viva. Questa concezione fu influenzata dalla scoperta della pila da parte di Alessandro Volta e dagli studi su magnetismo e polarità.

    5. La nuova concezione dell’arte.


    Gli illuministi, in nome della ragione, avevano sottovalutato l’arte in quanto basata sul senti-mento. I romantici, invece, ritengono che l’arte sia una forma di espressione fondamentale in quanto in grado di cogliere e di esprimere l’infinito e il divino; perciò il genio, l’artista, diventa un intellettuale molto importante.

    6. La rivalutazione della storia.


    I romantici intendono la storia come un processo evolutivo organico e naturale avente come protagonista i popoli. I romantici rivalutano il Medioevo che era stato invece aspramente criticato dagli illuministi in quanto i primi negano che fosse stato un periodo di ignoranza e barbarie.

    7. La nuova concezione di Stato.


    Durante il romanticismo sorge il concetto di nazione inteso come istituzione politica i cui membri professano la stessa religione, condividono la stessa cultura, hanno tra loro legami di sangue e vivono nello stesso territorio. I romantici hanno una concezione organicistica dello Stato in quanto ritengono che esso sia un grande organismo vivente.

I Circoli romantici


Il romanticismo nacque in Germania nell’ambito di una particolare istituzione culturale sorta in questo periodo, ossia i Circoli. Il primo fu il Circolo di Jena ed era diretto dai due fratelli che erano stati scrittori, traduttori, filosofi, August Wilhelm e Friedrich Schlegel; ed era frequentato da Novalis e Schellig.
Questo aveva anche un organo di stampa: l’Athenaeum.
Ce ne furono altri due famosi: quello di Berlino e quello di Francoforte.

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