pexolo di pexolo
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Romanticismo - Giudizio critico e testo-immagine


Primo romanticismo tedesco

Il grande «bacino» in cui prende forma la nozione di critica nella sua accezione moderna è la teoria estetica elaborata da Novalis e Schlegel negli ultimi anni del ‘700. Di fatto, la prematura morte di Novalis (che gli impedisce di sviluppare la sua posizione all’altezza delle premesse) causa l’inevitabile primato delle idee estetiche di Schlegel, il vero e geniale teorico del primo romanticismo tedesco. La teoria romantica dell’opera d’arte o della forma artistica è, essenzialmente, una teoria della critica.

Giudizio critico

Come si apprende dai frammenti aforistici dell’«Athenaeum» e del «Lyceum», il giudizio critico viene definito in almeno tre modi: come opera d’arte (nel caso in cui sia «riuscito»), come un esperimento chimico riuscito (al di là di quale sia la forma testuale in cui viene espresso) e come Witz, cioè un «lampo» intuitivo o geniale che riesce a cogliere la somiglianza tra oggetti lontani. Si potrebbe dire che ogni operazione critica consiste nel tracciare l’«identikit» della cosa criticata (qualunque essa sia), cioè nel tracciarne i lineamenti essenziali, schematici, lasciando cadere tutto il resto.

Testo-immagine

Un testo critico è sempre un testo di secondo grado, un’immagine concentrata dell’opera (della cosa criticata), spesso schematica, comunque meno estesa della cosa a cui si riferisce. Sebbene questa immagine è subordinata alla cosa, in quanto la presuppone, secondo Schlegel essa ha la straordinaria e ambiziosa prerogativa di potenziare l’opera a cui si riferisce. L’operazione critica è un potenziamento dell’opera nel senso che ne produce, ossia ne «estrae» un’immagine essenziale (priva dell’inessenziale), cioè concentrata, in forma pura. Il potenziamento consiste dunque nel catturare ciò che vi è di essenziale nella cosa e nel portarlo alla luce.
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