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Arte e bellezza in Kant

Kant nella “Critica del giudizio” affronta il problema estetico, si occupa della facoltà del giudizio, preposta al sentimento del piacere e del dispiacere da cui derivano il Giudizio Estetico e il Giudizio Teologico. Nella Critica del Giudizio, Kant si pone una particolare domanda : Che cos’è, dunque, il bello? Egli risponde affermando che è bello ciò che piace universalmente senza concetto. Esso è quindi l’oggetto di un piacere estetico, indipendente da qualsiasi forma di interesse e slegato da ogni concettualità, il bello è dunque “oggetto di un giudizio estetico puro”. Il Giudizio Estetico afferma che l’uomo coglie il bello tramite il giudizio di gusto, esso scaturisce dal sentimento di piacere del soggetto inoltre è disinteressato in quanto il piacere deriva dalla semplice rappresentazione dell’oggetto. È molto importante dire che il piacere non riguarda l’oggetto in se, ma riguarda la rappresentazione elaborata dal soggetto ( intesa come un’attività estetica come gioco).

Questo giudizio ha un carattere universale, conferito dal sentimento. Infatti l’universalità del giudizio si basa sul suo: carattere disinteressato e sulla coscienza del disinteresse esige il consenso di tutti. Tale universalità è possibile in virtù di un Senso comune del gusto, dove ognun di noi giudica belo un oggetto. È una forma ideale che appartiene alla struttura a priori dell’uomo e fonda in questo modo l’universalità soggettiva, dove la bellezza non è negli oggetti ma nell’uomo.
Kant distingue due tipi di Bellezza:
• Bellezza libera: che non presuppone alcun oggetto di ciò che l’oggetto deve essere. Troviamo qui un giudizio di gusto “Puro” perché non abbiamo nessun scopo a cui l’oggetto possa corrispondere.
• Bellezza aderente: aderisce ad un modello o concetto della perfezione dell’oggetto e deve aderire alla mia visone di bello.

Dopo aver distinto due tipi di Bellezza, Kant si sofferma sulla trattazione del concetto di “Sublime”. Il termine sublime significava elevatezza dell’animo provocata dalla poesia che suscita entusiasmo e si contempla nella purificazione degli effetti di paura. Il Sublime in Kant viene rintracciata in qualcosa di indefinito e privo di forma, questo suscita piacere e terrore al tempo stesso. Anche qui egli attua una divisione:
• Sublime matematico: ha per oggetto la grandezza della natura ( immagine di grandezza del cielo e del mare).
• Sublime dinamico: nasce di fronte alla potenza della nature, tempeste terremoti. L’uomo di fronte ciò rimane spaventato, ma poi sollecitato dall’infinità della natura riesce a risvegliare la sensazione di grandezza in se.

In connessione con il tema Estetico, Kant analizza quello della creazione artistica. Infatti l’opera d’arte richiede la creazione da parte di un artista che si identifica con il Genio( talento naturale) tramite il quale la natura da le regole all’arte. Il genio non si rende conto dei procedimenti che segue nel proprio far arte, perché le idee nascono in modo spontaneo.
Per concludere, il Giudizio Teologico consiste nell’attribuire finalità alla natura. Tale giudizio deriva dalla tendenza umana a sorgere cause finali nell’universo e a ricondurre l’armonia naturale ad un creatore. Ha solo un valore regolativo e non ha valore teoretico scientifico.

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