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RES EXTENSA IN CARTESIO

Le caratteristiche più importanti dei corpi materiali si riducono per Cartesio al movimento e all’estensione, quest’ultima tanto importante da far sì che Cartesio identifichi con il nome di res extensa tutti i corpi. Si viene a creare quello che è stato denominato come dualismo cartesiano, ossia la presenza di questi due principi nettamente separati e aventi ognuno delle proprie peculiarità: questa separazione porta però a delle conseguenze ancora più importanti. In primis il mondo fisico si può spiegare secondo Cartesio con l’utilizzo delle sole qualità misurabili, un po’ come aveva già fatto in precedenza Galileo, il quale aveva suddiviso le qualità in primarie e secondarie, con queste ultime addirittura inesistenti, ma in seguito ciò porta anche ad una conclusione ancora più particolare: il meccanicismo, vale a dire la spiegazione del mondo fisico con i soli elementi meccanici, con il corpo degli uomini e degli animali il cui funzionamento viene spiegato con il ricorso a soli elementi meccanici, tant’è che essi vennero identificati con il nome di animali-macchina. Nell’uomo però la res cogitans e la res extensa appaiono uniti e vi è di conseguenza la necessità di trovare un elemento di collegamento tra di esse per non contraddire l’esperienza: esso è la ghiandola pineale, l’ipofisi, a forma di pigna che diventa luogo di contatto tra le due res: la spiegazione cartesiana appare però molto artificiosa.

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