Positivismo e Comte

Atteggiamento positivista, la ragione umana con il suo ingegno può finalmente risolvere i problemi della società. Questa fiducia nella ragione umana trova le sue origini nell’illuminismo. Il positivismo non fa altro che elaborare una filosofia della storia attraverso l'idea del progresso. Il movimento positivista rappresenta l'ultima corrente filosofica che si rifà alla concezione razionalistica della realtà, c'è la consapevolezza che la realtà manifesta un processo razionale in modo positivo. Questa mentalità nacque con la rivoluzione scientifica, ha trovato la sua massima espressione con l'illuminismo fino ad arrivare all'assolutizzazione della ragione con l’idealismo. Sia Marx che Comte (fondatore del movimento positivista) pur criticando Hegel non fanno altro che continuare la logica Hegeliana ossia la concezione che “la realtà è un processo dialettico di evoluzione e di sviluppo”. Secondo i positivisti tutto è razionale e la ragione può risolvere qualsiasi problema, bisogna affidarsi alla ragione quindi bisogna abbandonare la spiegazione metafisica. Rispetto all'illuminismo ci sono alcune differenze: la prima riguarda il contesto sociale, nell'illuminismo la fiducia nella ragione umana era coltivata soltanto dagli intellettuali e dai filosofi, con il positivismo questa fiducia nella ragione si allarga a tutto il popolo, la seconda differenza è che con l'illuminismo la ragione è stata utilizzata per distruggere, come esempio la rivoluzione francese che ha distrutto l'antico regime, utilizzata quindi per distruggere una mentalità, un modo di pensare, il positivismo invece usa la ragione per costruire, per progettare la società del domani e all'idea di rivoluzione e distruzione sostituisci è il concetto di riforma, “la realtà non va distrutta la realtà va riformata”. Il fondatore di questo movimento è un certo August Comte con il quale nasce una nuova scienza ovvero la sociologia (indagine razionale scien.fica di quelle che sono le dinamiche della società) che Comte chiama la fisica sociale e la divide in due parti: statica sociale e dinamica sociale. I posi.vis. sono convin. che i rapporti umani sono regola. dalle stesse leggi necessarie di cui sono regola. i fenomeni della natura, potremmo dire che il positivismo non è altro che la rivoluzione scientifica che si è avuta nella 1600 nel campo della natura trasportato nel campo sociologico, perché le relazioni sociali, le relazioni fra le persone sono determinate da leggi necessarie così come la natura, da determinate cause noi avremo necessariamente determinati effetti. Comte studia la società per individuare quelli che sono gli elementi che costituiscono la società in ogni tempo (la famiglia, concetto di proprietà, concetto di lavoro, la socialità tra le persone), questo fa parte della sta.ca sociale ovvero individuare gli elementi che costituiscono il tessuto sociale. Questi elementi non sono uguali da epoca ad epoca ma presentano dei cambiamenti, secondo Comte attraverso una legge ovvero la “legge dei tre stadi”: stadio teologico, stadio metafisico, stadio positivo. Nei primi due stadi gli uomini hanno una concezione della realtà religiosa quindi tutto ciò che accade è dovuto a forze divine, oppure metafisica cioè le cose accadono perché esistono delle essenze, dei principi, e l'uomo in questi due stadi va alla ricerca di quelle che sono le cause e lo scopo della realtà si chiede che il “cos’è" e il “perché”, lo stadio positivo invece abbandona questa ricerca e al “perché” sostituisce il “come”, abbandona la ricerca delle cause finali e la sostituisce con la ricerca delle cause efficienti (come mai la società si è comportata in questo modo?). Sulla scia di questo arriverà Freud che fonderà la psicoanalisi. Con i positivisti nasce una nuova scienza la fisionomica, ovvero attraverso i tratti somatici di una persona i positivisti evincono anche eventuali patologie comportamentali.
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