Concetti Chiave
- Il principale obiettivo della ricerca medievale era fornire una base filosofica al cristianesimo, integrando il pensiero di Platone e Aristotele.
- Durante il Medioevo, la filosofia era subordinata alla teologia, considerata "la serva della teologia" per aiutare a comprendere i misteri religiosi.
- Dal 1400, il pensiero medievale inizia a cambiare, spostando l'attenzione sull'uomo e promuovendo l'uso della ragione al di fuori dell'autorità tradizionale.
- Il periodo umanistico-rinascimentale segna una rivalutazione dell'uomo e della natura, in opposizione alle restrizioni imposte dalla Chiesa.
- Il geocentrismo medievale, con la sua visione dell'universo, giustificava lo sfruttamento della natura da parte dell'uomo, fino alla sua contestazione da parte di Giordano Bruno.
Indice
La base filosofica del cristianesimo
Tra i tanti temi trattati il principale problema della ricerca medievale era dare una base filosofica al cristianesimo (soprattutto cercando di adattare in chiave cristiana il pensiero dei due grandi fari della cultura greca, Platone perché aveva posto davanti ad ogni cosa l’idea del Bene, e Aristotele per via dell’interpretazione sia cosmologica sia teologica.
Nei primi pensatori medievali troviamo tracce di questo adattamento. Nella patriottica di S. Agostino troviamo residui di platonismo, nella scolastica di S. Tommaso troviamo residui di aristotelismo.
L’ aristotelismo, nel corso del Medioevo, andrà a prevalere quasi completamente sul platonismo, per via della sua tendenza all’immanentismo che va contro il trascendentismo cristiano.
Principi medievali e autorità
Nel Medioevo la filosofia si muove tenendo in considerazione due principi: auctoritas (autorità) e ipse dixti (lui stesso dice), se i due concetti venivano messi insieme, cioè se una figura considerata un’autorità enunciava qualcosa, corretto o errato che fosse, il suo pensiero non poteva essere messo in dubbio e vi erano gravose conseguenze per chiunque avesse solo provato a contestare.
Ciò dava un taglio alla libertà di pensiero.
Inoltre vi era l’obbligo di una rigida e unica interpretazione letterale delle Sacre Scritture che non si poteva confutare.
Nell’ottica medievale, la filosofia veniva considerata ancillae teologia, letteralmente “la serva della teologia”, proprio perché la sua unica utilità era aiutare a comprendere e far comprendere i misteri e i fatti teologici.
Crisi e cambiamenti del 1400
L’atteggiamento medievale di non ribellarsi al principio di autorità e di opposizione al nuovo entra in crisi già a partire dal 1400, quando si inizia a cercare di superarlo; iniziano a mutare i temi su cui si riflette: adesso l’attenzione si sposta sull’uomo, il suo rapporto con il mondo e i suoi misteri, inoltre si usa la ragione senza dipendere da alcuna figura autoritaria e maestri e ci si dedica alla ricerca scientifica.
Questi piccoli cambiamenti segnano l’inizio dell’epoca umanesimo-rinascimentale, quel periodo caratterizzato dalla rivalutazione dell’uomo e del creato dapprima disprezzati e dalla riscoperta delle humane litterae.
La Chiesa, anche in seguito alle continue riforme che subì, si oppose sempre più e cercò di reprimere il nuovo, come testimoniano il tribunale dell’Inquisizione e l’indice dei libri proibiti.
Ripresa del platonismo e astronomia
In epoca umanistico-rinascimentale vi è una ripresa del platonismo.
Importante è la conoscenza della concezione astronomica medievale, in vigore fino al 1600. La teoria che vigeva era la teoria aristotelico-tolemaica, caratterizzata dal geocentrismo, sostituita poi dall’odierna e più corretta teoria copernicana, caratterizzata dall’eliocentrismo. La teoria medievale, oltre all’affermazione del geocentrismo, prevede un universo finito, i pianeti che girano intorno alla terra e non intorno al sole con moti irregolari e non seguendo orbite ellittiche, la terra piatta e una differenza qualitativa tra cielo e terra secondo cui il materiale del cielo è superiore al materiale della terra in quanto è più vicino a Dio: gli astri ed il cielo sono formati da etere, la materia incorruttibile e perfetta, e si muovono di moto circolare, anch’esso perfetto, mentre la terra è formata dai quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco), imperfetti e corruttibili ed in modo rettilineo.
Il primo a screditare questa teoria è l’astronomo, fisico e filosofo Giordano Bruno, che venne condannato al rogo.
Conseguenze del geocentrismo
Il geocentrismo ha conseguenze non solo cosmologiche ma anche teologiche e antropologiche: Dio ha creato la Terra e l’ha posta al centro dell’universo per il suo essere eletto e più importante, l’uomo. Ha anche messo a sua disposizione l’intero creato, motivo per cui nel Medioevo l’uomo si sentiva in diritto di screditare e sfruttare la natura come meglio credeva per soddisfare i proprio bisogni. Nell’epoca successiva il creato venne valorizzato e venne eliminato questo rapporto di sottomissione all’uomo.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo della ricerca filosofica medievale riguardo al cristianesimo?
- Come influenzava l'autorità il pensiero filosofico nel Medioevo?
- Quali cambiamenti iniziarono a emergere nel 1400 riguardo alla filosofia e alla scienza?
- Quali erano le caratteristiche della concezione astronomica medievale?
- Quali erano le conseguenze del geocentrismo sul pensiero medievale?
Il principale obiettivo era fornire una base filosofica al cristianesimo, cercando di adattare il pensiero di Platone e Aristotele in chiave cristiana, come evidenziato nel testo.
Nel Medioevo, il pensiero filosofico era vincolato ai principi di auctoritas e ipse dixti, limitando la libertà di pensiero e imponendo una rigida interpretazione delle Sacre Scritture, come descritto nel testo.
A partire dal 1400, si iniziò a spostare l'attenzione sull'uomo e sul suo rapporto con il mondo, utilizzando la ragione senza dipendere da figure autoritarie, segnando l'inizio dell'umanesimo-rinascimentale, come indicato nel testo.
La concezione astronomica medievale, basata sulla teoria aristotelico-tolemaica, era geocentrica e prevedeva un universo finito, con la Terra al centro e i pianeti che la circondavano, come spiegato nel testo.
Il geocentrismo implicava che la Terra fosse al centro dell'universo, conferendo all'uomo un senso di superiorità e diritto di sfruttare la natura, un rapporto che cambiò con l'epoca successiva, come evidenziato nel testo.