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Friedrich Nietzsche (1844-1900)

L’opera filosofica di Nietzsche si colloca in un’epoca di crisi di valori, quella della seconda rivoluzione industriale. Sul piano economico si assiste a un sempre maggiore intervento dello stato nell’economia, mediante protezionismo e finanziamenti. Si assiste a una politica espansionista, che genera prima un esasperato nazionalismo, poi intolleranza e razzismo. Il positivismo tramonta, le sue certezze scientifiche vengono messe in discussione da paradigmi più articolati.
L’analisi di Nietsche dei valori dell’Occidente muove dall’antica Grecia, dove individua due visioni del mondo contrapposte:
• Lo spirito DIONISIACO, l’affermazione della vita, della naturalità, della libera espressione degli istinti;
• Lo spirito APOLLINEO, espressione di razionalità e autocontrollo.
Nella Nascita della tragedia dallo spirito della musica, Nietzsche dice che l’Occidente si è creato un’immagine idealizzata della Grecia, quella apollinea di Socrate e degli stoici, moderata e serena, ma esisteva anche quella dionisiaca, ebbra e orgiastica, tanto inquietante quanto vitale; per comprendere la grecità, occorre tenerle entrambe in considerazione. Questi due aspetti secondo Nietzsche sono sintetizzati nella tragedia, dove alla razionalità dei personaggi si affianca l’ebbrezza della musica.

L’apollineo è la serenità apparente, la superficialità che copre un mondo inquietante (dionisiaco). Sono entrambe forze vitali, sono positive; il dionisiaco conserva alcuni aspetti della Volontà di Schopenhauer, ma non ha carattere negativo;
• L’uomo si avverte come individualità separata e in relazione con altri; vive in un mondo ordinato da certezze, ha uno spazio;
• L’uomo perde queste certezze, diventa consapevole dell’unità con gli altri e con la natura, la prima reazione è di sgomento;
• Entra in una nuova dimensione, con centro il tutto e non l’io. Qui prova gioia e impulsi vitali (dionisiaco vero e proprio).
STORIA - Ha una visione contrapposta alle correnti positivistiche. Distingue 3 tipi di storia e di storiografia:
• CRITICA - Utile se permette di riconoscere limiti ed errori del passato; è negativa se non permette di cogliere questi legami;
• ANTIQUARIA - Può indurre a conservare i legami col passato, ma se si venerano si rischia di disprezzare il cambiamento;
• MONUMENTALE - Coglie le grandi imprese degli eroi, ma se questi vengono mitizzati si rischia l’inibizione o la temerarietà.
Le filosofie moderne secondo Nietzsche presentano la storia come un ordine necessario, che l’uomo non può modificare.
LA MORTE DI DIO (Gaia scienza) - Con la morte di Dio ha fine ogni fondamento morale, ogni significato già assegnato alla vita.
L’annuncio della morte di Dio - Un folle cerca Dio con la lanterna accesa, nonostante sia giorno; enuncia il suo messaggio di fronte ai presenti: Dio è morto, lo abbiamo ucciso noi. Per essere all’altezza di questa situazione, dobbiamo farci Dio noi stessi.
Alla fine di tutti i valori esistenti, alla fine del DOGMATISMO, l’evento della morte di Dio esalta la responsabilità umana, perché l’uomo ora deve essere capace di creare da se stesso nuovi valori (i valori in realtà hanno origine umana, li decidiamo noi). L’uomo attuale però non ne è capace, deve sorgere una nuova umanità, della quale si fa profeta Zarathustra.
COSÌ PARLÒ ZARATHUSTRA - Filosofo persiano fondatore dell’ “errore fatale” (la morale) Zarathustra, dopo 10 anni passati sui monti a meditare, scese e disse a tutti la sua strada per la verità. La morte di Dio implica la nascita di un oltreuomo (capace di trasformarsi in un uomo nuovo e di andare oltre - I nazisti lo interpretarono con l’uomo ariano, superiore per razza). L’oltreuomo è il creatore di nuovi valori, basati su naturalità, fisicità, libera espressione di sé e accettazione della vita terrena.
Zarathustra e la fedeltà alla terra - Zarathustra annuncia alla folla l’oltreuomo, considerato un ulteriore salto nella catena evolutiva, pari al passaggio da scimmia a uomo. Questo è strettamente legato al concetto di “fedeltà alla terra”, alla fisicità e agli istinti terreni. Nella metafora successiva, il FUNAMBOLO è l’uomo che cerca di attraversare l’abisso che lo separa dall’oltreuomo, e il PAGLIACCIO simboleggia le forze istintive che possono ostacolarlo e travolgerlo (farlo cadere dalla fune). L’uomo infatti deve rinunciare a ciò che è, non è ancora in grado di produrre certezze, il terreno davanti a lui è difficoltoso.
MORALE - Nietzsche individua nella storia due morali: una dei signori e una degli schiavi, la prima basata sugli individui, la seconda sulle azioni. Per la morale dei signori (dominanti) gli individui stessi creano i valori (quel che è dannoso a me, è dannoso in sé); gli schiavi invece basano la morale su leggi che si impongono agli uomini, è utilitaristica (pietà e pazienza). In quest’ottica, “buono” e “cattivo” non sono riferiti agli uomini, ma alle azioni, in conformità o meno alle leggi.
NEGAZIONE DELLA MORALE - Nietzsche mette in dubbio il concetto stesso di morale, contesta la possibilità di valori.
NICHILISMO - Per Nietzsche è sia negazione della vita, sia vuoto e smarrimento → rassegnazione in seguito alla morte di Dio.
• Passivo - Deriva dalla crisi di fine secolo; per Nietzsche è da evitare, perché da esso scaturiscono rinuncia e odio per la vita;
• Radicale - Perde la fiducia in tutti i valori tradizionali, ma parte dal presupposto che il mondo abbia un senso in sé;
• Attivo - Il mondo non ha un senso, è l’uomo che deve darglielo, diventando oltreuomo.

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