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Nietzsche contesta i modelli tradizionali culturali perché in qiesto modelli c’era molta responsabilità alla religione, di conseguenza la sua teologia era negativa e pessimista. Per lui il Cristianesimo era una religione nichilista, del sacrificio e della rinuncia. Per questo egli parla della morale degli schiavi, la quale è rinunciataria e caratterizzata da un sentimento di debolezza e risentimento. A essa contrappone la morale aristocratica, ossia di chi vive a pieno la sua vita, seguendo i propri istinti e passioni, andando anche contro corrente. Nietzsche parla anche della storia, che secondo lui non ha un ordine finalistico ma è ciclica. Egli parla infatti della teoria dell’eterno ritorno degli eventi, la quale potrebbe mostrare un ruolo passivo dell’uomo. In realtà non è così, l’uomo non deve vivere con pessimismo, ma deve sviluppare un amor fati ossia far propri gli eventi, non lasciarsi vivere da essi, far si che gli eventi che ci capitano sono ciò che vogliamo.

Critica che fa a Marx: Nietzsche è contro qualsiasi uguaglianza, ribellione e livellamento sociale. Egli afferma che la voluptas non può uscire e che l’uomo non può vivere al meglio se ci sono dei freni come quelli imposti da Marx e dallo Stato.

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